Disturbo alla quiete domestica: che fare?

Vero n° 36 Il cane del vicino abbaia giorno e notte vanificando il riposo. Due le soluzioni: agire, anche per vie legali, contro il soggetto disturbatore o chiedere il recesso anticipato dal contratto di locazione per gravi motivi

Gentile avvocato, vivo in un appartamento in affitto. Da qualche mese è venuta ad abitare vicino a me una famiglia con un cane che, lo giuro, abbaia notte e giorno. Io non ne posso più, non riesco più a dormire e vorrei lasciare la casa, dato che il proprietario si disinteressa del problema, sottovalutando il disagio che sto subendo. Posso andarmene subito anche se ho un contratto che scade nel 2023?

Salvatore, Vicenza

Gentile Salvatore, fra le ragioni per le quali il conduttore può recedere anticipatamente dal contratto di locazione, si annovera anche il disturbo alla quiete domestica. Tale disturbo consiste in un qualsiasi rumore che superi la soglia della cosiddetta “normale tollerabilità”, come potrebbe essere il continuo abbaiare del cane del vicino, che Lei mi descrive essere davvero insopportabile. A stabilirlo è una recente sentenza della Cassazione, secondo cui costituiscono gravi motivi legittimanti il recesso del conduttore dal contratto di locazione le molestie arrecate da soggetti terzi, quali, nella specie, il continuo abbaiare di un cane, che provoca un disturbo alla quiete e al riposo notturno, causando potenzialmente anche danni alla salute. Fatta questa premessa, lei può scegliere tra due strade. Può agire, anche giudizialmente, nei confronti del soggetto disturbatore, ossia il suo vicino, perché prenda i provvedimenti idonei a eliminare la causa del disturbo, oppure recedere dal contratto di locazione per giusti e gravi motivi, secondo i termini previsti dal suo contratto di locazione.

Spese condominiali: che cosa deve fare il nuovo proprietario

Sto per comperare la mia prima casa. Ho chiesto all’attuale proprietario che mi faccia conoscere quali sono le spese condominiali già deliberate, dato che so che potrei essere chiamato a risponderne anche io. Se dovesse succedere, potrò comunque chiedere al venditore che mi versi quanto pagato al condominio in sua vece? Grazie per il suo aiuto.

Piera, Cremona

Gentile Piera, la sua prudenza nel voler conoscere lo stato delle spese condominiali, per cercare di evitare di trovarsi costretta a versare le spese condominiali che il vecchio proprietario abbia eventualmente lasciato in arretrato, è sicuramente opportuna. Infatti, chi subentra nei diritti di un condomino, perché acquista l’appartamento di quest’ultimo, risponde del pagamento dei contributi solidalmente con questo (ossia, il condominio può scegliere indifferentemente se chiedere il versamento integrale del dovuto al vecchio proprietario o al nuovo). Questo obbligo però è limitato nel tempo e resta circoscritto ai contributi relativi all’anno in corso e a quelli relativi all’anno precedente (laddove per anno deve intendersi quello di esercizio condominiale e non quello solare, che a volte non combaciano). In ogni caso, occorre precisare che se l’acquirente al quale sia richiesto il pagamento degli oneri condominiali adempie a tale richiesta, egli può comunque richiedere al precedente proprietario il relativo rimborso. La legge, infatti, stabilisce una responsabilità solidale dell’acquirente e del venditore nei confronti del condominio. Tuttavia il debito è e rimane del precedente proprietario: da qui il diritto al rimborso. È consigliabile, onde evitare un eventuale contenzioso con il precedente proprietario che si rifiuti di far fronte ai propri obblighi, affrontare preventivamente la questione e non esporsi finanziariamente.