Amministratore di sostegno sì, ma in regola

Vero n° 34 Gestire il patrimonio della cognata nel suo esclusivo interesse è un’opera meritoria che potrebbe però creare equivoci con i parenti stretti della persona. La sola delega non basta, più sicuro farsi nominare dal Tribunale

Gentile avvocato, da anni amministro i soldi di mia cognata, cioè la vedova del fratello di mio marito. Ha 86 anni e non ha avuto figli. È affetta da varie patologie e spesso è in ospedale. Nonostante i problemi di salute è ancora molto in gamba e lucida. Ha anche una sorella di qualche anno più giovane con cui però non ha più contatti, non so bene perché, così come con i due nipoti ormai grandi. Gli unici familiari che le stanno vicino siamo io e mio marito. Le spiego tutto questo perché l’osteopata da cui l’accompagno a fare gli esercizi per la mobilità ogni settimana, mi ha detto che dovrei stare attenta a quello che faccio, che anche se agisco in buona fede, prelevando i soldi dal suo conto o utilizzando il bancomat per pagare solo le sue visite mediche, i medicinali, la donna di servizio eccetera, e certo non per pagare cose mie, potrei avere dei problemi. È davvero possibile?

Serena, Livorno

Gentile Serena, certamente sta agendo nell’esclusivo interesse di sua cognata e credo non avrà nessun problema. Per evitare equivoci con la sorella o i nipoti della signora, soprattutto in futuro, oltre alla regolare delega sul conto corrente che Lei ha già, valuterei l’opportunità di richiedere al Tribunale di essere nominata amministratore di sostegno. Sovente è un parente che di fatto si occupa già della persona anziana che, pur essendo lucida, non può più gestire in prima persona tutte le incombenze della vita quotidiana, in particolare l’organizzazione domestica, quando necessita di cure quotidiane e di personale di servizio a domicilio. Dovrà richiederlo al Tribunale del luogo in cui risiede sua cognata, dimostrando che la signora ha bisogno di questo tipo di sostegno e darne notizia ai parenti stretti ancora in vita, quindi la sorella e i nipoti. Se otterrà la nomina si atterrà scrupolosamente alle indicazioni contenute nel decreto di nomina ad amministratore di sostegno e ogni anno presenterà al giudice tutelare incaricato un dettagliato rendiconto. Per tale funzione, di solito, quando coperta da un parente, non è prevista una remunerazione.

Impugnare il provvedimento di bocciatura se non è stato applicato il PDP

Gentile avvocato, credevo che quest’anno non fosse possibile bocciare i ragazzi visti gli ultimi due anni di scuola e tutto quello che è successo, eppure mia nipote che ha quasi 19 anni è stata bocciata dopo aver fatto questo nuovo esame di maturità. Tra l’altro i professori sapevano delle sue difficoltà. Ha dei disturbi del linguaggio ed è seguita quasi tutti i giorni da una logopedista e, da quando era piccola, da un neurologo. Non era mai stata bocciata prima né aveva avuto i debiti a settembre. Come è possibile sia accaduta una cosa del genere? Per mia nipote è devastante. Non possiamo fare niente?

Tina, Milano

Gentile signora, quest’anno scolastico, a differenza del precedente, il Ministero dell’Istruzione ha dato indicazioni precise per l’esame di maturità, per il suo svolgimento e ha informato i docenti della possibilità di bocciare anche all’esame finale. I problemi hanno riguardato più che altro la mancata frequenza, dal momento che molti studenti e studentesse non si sono connessi quando avrebbero dovuto. La problematica di sua nipote sembra essere diversa. Certamente la bocciatura sarà legata allo svolgimento dell’esame, qualcosa non ha funzionato durante la prova. Unica possibilità è quella di rivolgersi al Tar della sua Regione e impugnare il provvedimento di bocciatura. Per farlo è necessario essere assistiti da un avvocato. Dal momento che sua nipote ha disturbi del linguaggio e che l’esame consisteva in una lunga prova orale, dovrà valutare insieme agli esperti del caso, se la prova è stata adeguata alle sue difficoltà e se è stato ben applicato il piano didattico personalizzato (il cosiddetto PDP). In questo caso potrà chiedere con urgenza la sospensione del provvedimento di bocciatura e l’annullamento dello stesso oppure di poter risostenere la prova con modalità adeguate al disturbo.