Cade sulle scale: chi è responsabile?

Vero n° 32 Una mamma chiede se può ottenere il risarcimento del danno, subito da suo figlio, dalla scuola dove è avvenuto l’incidente. Può farlo se riesce a dimostrare il nesso causale tra stato dei luoghi e caduta

Gentile avvocato, il penultimo giorno di scuola, mio figlio, che frequenta
la terza liceo scientifico, è caduto scivolando per le scale dell’edificio, mentre scendeva per raggiungere i bagni che si trovano al piano sottostante. Si è fatto abbastanza male; al pronto soccorso gli hanno diagnosticato una seria distorsione della caviglia, che impedisce a lui e a tutta la famiglia di andare al mare come programmato. Vorrei sapere se posso chiedere alla scuola il risarcimento del danno. La ringrazio.

Laura, Pavia

Gentile signora, voglio esprimerle tutta la mia comprensione per questo fastidioso inconveniente che sta rovinando le meritate vacanze a suo figlio e, di conseguenza, al resto della famiglia. Devo precisare che, se è indubbio che l’istituto scolastico sia il custode delle scale dell’edificio (e quindi responsabile della loro corretta manutenzione) d’altro canto, in caso di caduta sulle scale, perché sussista la colpa del custode il danneggiato deve dimostrare il nesso causale tra la caduta e lo stato dei luoghi. Il nesso causale consiste nello stretto collegamento tra lo stato dei luoghi (per esempio scale bagnate e quindi scivolose) e caduta; in mancanza di questa prova, il custode non è tenuto a risarcire il danno. I giudici della Cassazione, con un recentissima sentenza hanno, infatti, stabilito che la cosa in custodia è di per sé statica e inerte ed è pertanto necessario, per ottenere il risarcimento dei danni, che lo stato dei luoghi sia tale da rendere potenzialmente dannosa l’utilizzazione del- la stessa. Nel caso di una caduta per le scale, deve essere quindi dimostrato che la scala è scivolosa o presenta altre irregolari- tà (ad esempio dei gradini non integri). Aggiungo che gli istituti scolastici sono comunque assicurati per coprire questo genere di eventi. Le consiglio, per- tanto, di rivolgersi a un legale specializzato nella materia che possa suggerire con maggiore dettaglio i passi da compiere.

L’inquilino può anticipare le spese delle riparazioni urgenti e poi farsele rimborsare

Gentile avvocato Ciriello, vivo in una casa in affitto. Ho il lucernario del bagno che ha bisogno di essere cambiato. Sono alcuni mesi che faccio presente alla proprietaria che il finestrone ha bisogno di essere sistemato in quanto entrano umidità e freddo; l’acqua piovana entra e cola dal muro creando consistenti pozze sul pavimento e muffa sul soffitto. La proprietaria mi dice di aver pazienza perché c’è bisogno che escano architetto e tecnici per il sopralluogo, con i relativi ritardi dovuti al Covid. A me sembrano scuse. Ora, passati più di 2 mesi dalla sua ultima e-mail, le ho riscritto e non ho ancora avuto risposta. Io ho sempre pagato regolarmente l’affitto; la proprietaria di casa quanto può ancora rimandare la riparazione? Posso rifiutarmi di pagare il canone di locazione se la signora non provvede alla riparazione? La ringrazio per la sua risposta.

Andrea, Verona

Egregio lettore, purtroppo sempre più spesso accade che, nell’ambito del rapporto di locazione, il conduttore si trovi a lamentare dei difetti dell’appartamento, sollecitando a più riprese un intervento riparatore, ricevendo risposta negativa o addirittura indifferente dal locatore. Così, non accettando di vivere in un’abitazione inospitale se non insalubre, spesso l’inquilino è costretto a dover anticipare di tasca propria le spese necessarie alla riparazione, chiedendone poi la restituzione alla successiva scadenza della mensilità del canone di affitto. Questo mi sembra proprio il caso che mi espone. La giurisprudenza, in proposito, afferma che lei, in qualità di conduttore, avendo avvisato per iscritto della problematica il locatore, il quale è rimasto inerte, ha diritto al rimborso delle spese per le riparazioni eccedenti la normale manutenzione, se tali spese sono urgenti. Tenga presente che l’urgenza della riparazione deve essere dimostrata. Le suggerisco di farsi fare una breve relazione dal tecnico che interverrà. Le sconsiglio, invece, di sospendere il pagamento dell’affitto; il locatore potrebbe promuovere nei suoi confronti un giudizio per convalida di sfratto per morosità.