Proroga dello stato di emergenza anche per i processi: così il DL n. 105/2021.

Il decreto legge n. 105/2021 contente le “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l’esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche”, pubblicato sulla GU del 23 luglio 2021 e vigente dal giorno stesso prolungando al 31 dicembre 2021 lo stato di emergenza, ha previsto anche una serie di proroghe delle regole emergenziali relative al capitolo giustizia.

L’articolo 7 infatti prevede nel processo civile la prosecuzione del sistema del deposito telematico degli atti, sia in relazione ai procedimenti contenziosi che di volontaria giurisdizione (se però non funziona il dominio giustizia allora si può dare l’autorizzazione al deposito cartaceo) la trattazione scritta e il ricorso alla video udienza. Confermata la partecipazione a distanza di alcune parti, il giuramento del CTU in forma scritta, l’udienza cartolare e le udienze telematiche. Interamente telematica anche la formula esecutiva dei titoli giudiziali. Per la separazione consensuale e la revisione delle condizioni di divorzio previste invece note scritte.

Il collegamento da remoto resta anche nel settore penale per le udienze con detenuti. Così come i collegamenti video dal carcere per lo svolgimento dei colloqui. In particolare vengono prorogate fino al termine dell’anno le disposizioni dell’articolo 221 (co. 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 10) del DL n. 34/2020, nonché le disposizioni dell’art. 23 (commi 2, 4, 6, 7, 8, primo, secondo, terzo, quarto e quinto periodo, 8-bis, primo, secondo, terzo e quarto periodo, 9, 9-bis, 10) e gli articoli 23-bis (co. 1, 2, 3, 4 e 7, e 24) del DL n. 137/2020.

La decisione di prorogare le misure già adottate in materia di giustizia civile e penale è stata adottata perché le stesse hanno prodotto risultati positivi e non hanno trovato opposizione da parte degli operatori del settore.

 La disciplina emergenziale nel settore della giustizia ha, infatti, consentito la prosecuzione dell’attività giurisdizionale in condizioni di sicurezza.

La proroga è concepita inoltre in un’ottica di stabilizzazione di alcuni strumenti rivelatisi vincenti in vista della riforma della giustizia ormai in atto.
Al giudice è consentito collegarsi dalla propria abitazione per prendere parte alle udienze e le decisioni collegiali possono essere prese da remoto.

Per quanto riguarda infine i procedimenti della Cassazione sono previsti il deposito online e l’udienza cartolare.
Atti, documenti e istanze alla chiusura delle indagini preliminare devono essere depositati telematicamente.
Da remoto gli atti d’investigazione del PM e della polizia giudiziaria, che per legge necessitano della partecipazione degli indiziati, delle persone offese, dei difensori e dei consulenti.

In appello, il giudizio in camera di consiglio è cartolare senza PM e avvocati; del pari, per i giudizi che promanano dalle impugnazioni delle misure di prevenzione.

Da remoto, si svolgono le deliberazioni collegiali e la trattazione in camera di consiglio della Cassazione.

I soggetti sottoposti al regime di detenzione possono continuare ad avere i colloqui con i loro familiari a mezzo Internet o per telefono.

 Fermati, arrestati, soggetti sottoposti alle misure cautelari e internati possono prendere parte alle udienze in videoconferenza.

Prorogate anche le licenze, i permessi premio e le detenzioni domiciliari.

Viene meno la sospensione del giudizio, dei termini di prescrizione e della custodia cautelare quando viene disposto il rinvio dell’udienza per assenza causata da Covid di testimoni, consulenti tecnici, periti e anche imputati in procedimenti connessi.

Dette misure previste per il processo civile e penale, per quanto compatibili, devono essere applicate anche ai procedimenti arbitrali rituali e ai giudizi della magistratura militare.

Il processo amministrativo, invece, risulta ad oggi escluso dalla proroga.

 L’Unione Avvocati Amministrativisti rileva che il ritorno alle udienze in presenza soltanto nella giurisdizione amministrativa, in un momento di recrudescenza dei contagi e nonostante la proroga dello stato di emergenza, risulta inutilmente pericoloso e che, in ragione della scelta contraria operata nelle altre giurisdizioni risulta quanto meno incomprensibile che il decreto legge n. 105/2021, nel prevedere la proroga al 31 dicembre 2021 dell’efficacia della disciplina delle udienze da remoto per i giudizi civili, penali e tributari, nulla disponga in riferimento al processo amministrativo, che tornerà alle udienze in presenza a partire dal 1 agosto 2021.

 L’Unione pertanto ha chiesto al Governo di adottare immediatamente una disposizione legislativa che proroghi fino al 31 dicembre 2021 l’art 25 del DL 137/2020, concernente la disciplina delle udienze da remoto nel processo amministrativo.