Lui la tradiva e lei vuole un risarcimento

Vero n° 26 La nostra lettrice, scoperte le tresche dell’ormai ex marito grazie ad alcune chat, non si accontenta della separazione. Ma la strada per ottenere di più dal Tribunale non è semplice

Gentile avvocato, mio marito mi ha tradito per anni con una donna che ha sempre definito un’amica. Con lei aveva anche un gruppo WhatsApp, insieme al suo più caro amico, adesso socio in affari, e la sorella di lei. Ho saputo solo adesso che lo ha fatto anche prima che iniziassimo a convivere e ha continuato mentre organizzavamo il matrimonio. Durante il viaggio di nozze scriveva a questa donna e le diceva che non vedeva l’ora di rivederla! La storia è durata per anni. Pare che lei abbia anche visto più volte nostra figlia a casa nostra e fuori casa. La separazione non mi basta. Posso fare annullare il matrimonio? Non voglio che lui possa risposarsi come se niente fosse in chiesa. Posso chiedere anche un risarcimento del danno?

Celeste, Forlì

Gentile signora, per la mia esperienza le posso dire che succede più spesso di quanto lei non creda. Detto questo, se vi siete sposati in chiesa potrà rivolgersi alla Sacra Rota per ottenere l’annullamento del matrimonio. In caso di accoglimento della sua domanda, lei certamente potrà, se vorrà, risposarsi in chiesa, per suo marito invece dipenderà da cosa stabilirà il Tribunale rotale. La separazione legale, comunque, andrà richiesta egualmente. Secondo la giurisprudenza maggioritaria, in sede di separazione non è possibile formulare una richiesta di risarcimento del danno, che andrà invece coltivata in altro giudizio. Nel giudizio di separazione, se lo riterrà, potrà chiedere l’addebito a suo marito. Per ottenere questo risultato dovrà dimostrare non solo che il tradimento è davvero avvenuto, ma che è stato l’unica causa della crisi coniugale. Circostanza piuttosto difficile da provare, le anticipo. Conseguenze pratiche di questa pronuncia saranno che suo marito non potrà chiederle un assegno di mantenimento per sé, anche laddove ve ne fossero i presupposti, e che perderà già nella fase di separazione il diritto di successione nei suoi confronti che, invece, di norma spetta al coniuge anche se separato e che viene meno solo con il divorzio. Nulla di più. In un giudizio autonomo lei dovrà dimostrare l’esistenza della relazione extra coniugale, il nesso causale tra la relazione extra coniugale di suo marito e i danni da lei ingiustamente subiti (patimento e simili): solo allora il Tribunale potrà eventualmente riconoscerle una somma a titolo risarcitorio.

In Italia adottare i precedenti figli del proprio coniuge è possibile

Gentile avvocato, mio figlio si è sposato con una donna di origine marocchina che aveva già un figlio in patria. Ora hanno altri due bambini. Io considero la bambina, che adesso ha 13 anni ma che sta con noi da quando ne aveva sette, come la mia prima nipote. Ho letto che il marito può adottare i precedenti figli della moglie: ho capito bene? E se sì, come funziona questo tipo di adozione? Grazie per la sua risposta.

Barbara, Avellino

Gentile signora, è proprio così. Il cittadino italiano può adottare il figlio o la figlia del proprio marito o della propria moglie. Se il bambino o la bambina hanno l’altro genitore, bisognerà ottenere il suo consenso all’adozione. Se invece l’altro genitore non c’è basterà fare domanda al Tribunale per i minorenni competente per territorio. Il giudice incaricato farà un’indagine sul nucleo familiare, sul rapporto esistente tra la bambina e suo figlio che chiede di divenirne il padre adottivo e, all’esito di questa indagine, il Tribunale dichiarerà che suo figlio è diventato il papà “speciale” della bambina, aggiungendo anche il suo cognome. Il “nuovo papà” avrà i doveri di tutti i genitori, ma non potrà ereditare da questa figlia e comunque la bambina non perderà i legami con l’altro padre e la sua famiglia. In un certo senso, la bambina avrà dunque tre genitori anziché due.