Se nostro figlio si comporta male a scuola con un insegnante dobbiamo pagare noi genitori?

Sentenza Sondrio 3.03.2021

Nella gran parte dei casi si, anche se quasi maggiorenni.

Il Tribunale di Sondrio con una recente sentenza di marzo 2021 ha condannato i genitori di un alunno di scuola superiore, ormai prossimo alla maggiore età, a risarcire il danno subito dall’insegnante che il ragazzo aveva minacciato e anche  aggredito (la sentenza parla di violenza privata nei confronti di terzi).

La responsabilità di tutti noi genitori si fonda sia sul nostro dovere di vigilare sul comportamento dei nostri figli, sia sull’obbligo più generale di svolgere nei loro confronti una funzione educativa, insegnando loro le basi del comportamento che si deve tenere in una comunità civile.

Se quando i ragazzi sono a scuola siamo temporaneamente sollevati dal primo dovere, ossia da quello di vigilanza sul loro comportamento, visto che loro si trovano a scuola non sotto il nostro diretto controllo, non altrettanto si può dire in riferimento al comportamento che i figli tengono nella loro quotidianità nei confronti degli altri, anche in nostra assenza. Questa responsabilità permane anche in età tardo adolescenziale dei figli che si approssimano alla maggiore età.

Se nostro figlio insulta l’insegnante (o un’altra persona), la minaccia, la percuote, egli è l’autore materiale di queste condotte che sono fonte di danno per chi le ha subite; se qualificate reati egli ne risponderà personalmente, secondo il diritto penale minorile, noi genitori i genitori però saremo comunque responsabili sotto il profilo del risarcimento del danno dal momento che la condotta illecita del figlio è conseguenza anche dell’inadeguata educazione da noi impartita.

Ognuno di noi genitori può liberarsi da questa responsabilità e quindi non essere condannato a risarcire il danno cagionato dalla condotta del figlio, solo se dimostra di non aver impedito il fatto. Prova liberatoria davvero difficile da conseguire.