Un figlio può avere tre genitori e un papà, per questo motivo, può chiedere la riduzione o l’azzeramento dell’assegno di mantenimento.  

La Cassazione Civile  Sez. I Sentenza del  27/03/2020, n. 7555 così statuisce:

In tema di revisione delle condizioni economiche del divorzio riguardanti l’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni ma non autosufficienti, la sopravvenuta adozione dei medesimi da parte del nuovo marito della madre, ove ne derivi il loro stabile inserimento nel contesto familiare creatosi, deve essere valutata dal giudice ai fini della modificazione dell’entità di tale mantenimento, ove risulti che l’adottante, benché privo del corrispondente obbligo giuridico, provveda comunque continuativamente e non solo occasionalmente alle esigenze e necessità quotidiane degli adottati. (Cassa con rinvio, CORTE D’APPELLO PERUGIA, 30/11/2017)

Un marito o una moglie possono adottare il figlio o la figlia del proprio coniuge anche se il bambino o la bambina hanno l’altro genitore in vita. Questo tipo di adozione è definito speciale poiché il bambino adottato non rinuncia ad un genitore ma ne acquista un altro. Il nuovo genitore avrà tutti i diritti e i doveri dei genitori biologici, ma non avrà legami con la famiglia dell’altro genitore del bambino né potrà ereditare dal figlio adottivo. Il bambino o la bambina adottati erediteranno dal nuovo genitore ma non avranno legami giuridici con la famiglia del nuovo genitore. Su questo punto sarebbe necessario un intervento del Legislatore; neppure la legge del 2012 che ha equiparato i figli nati nel matrimonio, quelli nati fuori dal matrimonio e quelli adottivi, stabilendo che sono tutti uguali e che non è più consentito fare distinzioni di sorta, non è intervenuta in modo chiaro sulla situazione dei figli adottati con adozione speciale.

Quando nella vita del bambino o della bambina si inserisce il terzo genitore, ossia il marito o la moglie di uno dei genitori biologici, l’altro genitore biologico su cui per esempio grava un assegno di contributo di mantenimento del figlio o della figlia, può chiedere una modificazione del proprio dovere di contribuire al mantenimento del figlio, dovere per esempio stabilito in sede di divorzio, sino addirittura all’azzeramento.

Lo ha ribadito di recente la Corte di Cassazione.

La legge prevede espressamente che questa adozione speciale sia applicata esclusivamente al figlio del coniuge e non al figlio del convivente stabile.

Dal 1984 in sole due occasioni Il tribunale di Milano nel 2011 e la Corte di Appello di Firenze nel 2013 hanno interpretato estensivamente la norma, consentendo questa adozione speciale   anche del figlio del  convivente stabile. Rimangono però pronunce isolate.

Anche sotto questo profilo sarebbe necessario un intervento legislativo chiaro e risolutivo.