Istanze rimborso accise provinciali sull’energia elettrica: le pronunce di accoglimento dei Tribunali di Milano e Mantova.

È recentemente riemerso – a causa dell’ormai prossima prescrizione di eventuali azioni di ripetizione – il tema delle imposte addizionali alle accise provinciali stabilite dal D.L. n. 511/88, convertito con modificazioni nella L. n. 20/89 a fronte del loro contrasto con la legislazione europea.

Tale tema presenta profili di rilevante interesse: il primo, di carattere generale, è il principio di diritto, recentemente ribadito anche dalla Suprema Corte di Cassazione, che inerisce il primato del diritto europeo rispetto ai diritti nazionali degli Stati membri, che assiste tutti gli atti europei di carattere vincolante in forza del quale gli Stati membri non possono, quindi, applicare una norma nazionale contraria al diritto europeo. Il secondo, più concreto, si rivolge ai soggetti – persone fisiche e giuridiche – che potrebbero beneficiare del recupero di ingenti somme indebitamente corrisposte ai fornitori di energia elettrica.

Sulla questione del rimborso delle accise sull’energia elettrica addebitate in bolletta nel corso degli anni 2010 e 2011, si segnalano le recenti ordinanze del Tribunale di Milano, prima, e quello di Mantova, poi, che, nei mesi di novembre e dicembre 2020, hanno accolto i ricorsi ex art. 702-bis c.p.c. radicati nei rispettivi fori. Con tali pronunce, i Tribunali di merito hanno aderito all’orientamento recentemente formatosi in seno alla Corte di Cassazione, a partire dalle pronunce della stessa emesse nell’ottobre e novembre 2019 (rubricate con il n. 15198/2019, n. 27099/2019 e n. 27101/2019).

La Suprema Corte aveva, infatti, già disapplicato le norme istitutive dell’addizionale provinciale sull’accisa per l’energia elettrica in essere nel periodo 2010 e 2011 (che sarebbe stata poi abrogata a decorrere dall’anno 2012), ritenendole incompatibili con la normativa comunitaria (di cui alla Direttiva 2008/118/CE).

Così la Corte aveva riconosciuto il diritto delle aziende ricorrenti a ottenere il rimborso di quanto indebitamente versato a tale titolo alle società fornitrici, in quanto dirette responsabili della restituzione degli importi indebitamente pagati dalle aziende consumatrici.

La crisi emergenziale Covid-19, come è noto, ha dilatato i tempi dei processi; a fine 2020 sono tuttavia arrivate le prime decisioni di merito le quali, entrambe, si associano all’orientamento espresso dagli Ermellini-

Si rileva da una parte che l’azione giudiziale risulta allo stato essere l’unico mezzo per ottenere il rimborso e dall’altra che pur essendo ancora aperta la possibilità di agire per la ripetizione delle somme indebitamente pagate relativamente agli anni 2010 e 2011, per la parte degli importi che non sia ancora prescritta, è indispensabile attivarsi immediatamente per interrompere la prescrizione tramite l’invio di un’apposita comunicazione.

Ordinanza Tribunale Milano 18698-20                Ordinanza Tribunale di Mantova 2617-20