Licenziato nonostante la sospensione

Vero n° 47 A causa della pandemia da Covid-19 i datori di lavoro non possono lasciare a casa i lavoratori. Quindi Alberto potrà impugnare la decisione e richiedere all’INPS gli ammortizzatori sociali rivolgendosi a un legale

Gentile avvocato, pochi giorni fa l’azienda dove lavoro mi ha licenziato per giustificato motivo oggettivo, ossia per ragioni economiche legate all’epidemia da Covid-19, nonostante la sospensione dei licenziamenti prevista dalla legge. Posso chiedere all’INPS la Naspi? La ringrazio dell’aiuto.

Alberto, Vicenza

Il decreto agosto 2020 ha esteso al 13.12.2020 il divieto di licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo e le relative procedure tuttora in corso sono sospese. Premesso, dunque, che lei potrà impugnare il licenziamento intimatole, nel frattempo potrà chiedere la Naspi. Al riguardo l’INPS, con messaggio del

1° giugno 2020, ha precisato che è possibile accedere alla prestazione di disoccupazione Naspi per quei lavoratori che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro con la causale di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, nonostante il divieto di legge. Preciso che l’erogazione dell’indennità Naspi a favore dei lavoratori licenziati, nonostante il divieto, sarà effettuata dall’INPS con riserva di restituzione di quanto corrisposto nell’ipotesi in cui il lavoratore, a seguito di contenzioso giudiziario o stragiudiziale, dovesse essere reintegrato nel posto di lavoro. Le suggerisco, dunque, di affidarsi a un legale esperto nella materia del lavoro per farsi assistere nel confronto – in via bonaria o in via contenziosa – con il suo datore di lavoro, al fine di tutelare i suoi diritti.

Il gatto ha danneggiato gli arredi dell’appartamento in affitto: bisogna risarcire

Gentile avvocato, qualche giorno fa ho riconsegnato al proprietario l’appartamento che avevo in locazione (ho dato io la disdetta). Dal verbale di riconsegna all’agenzia immobiliare che è intervenuta al posto del proprietario risulta che le condizioni di alcuni arredi contenuti nell’immobile sono da verificare. Il tutto perché il mio gatto avrebbe danneggiato alcuni mobili. Il proprietario può chiedermi un risarcimento, considerato che il contratto vietava di tenere in casa animali domestici? La ringrazio anticipatamente per il consiglio.

Giuliana, Rimini

Gentile Giuliana, con una recente sentenza del Tribunale di Monza è stato ribadito il principio in virtù del quale il proprietario dell’animale domestico che cagiona danni all’immobile in locazione è tenuto a risarcire i danni causati dallo stesso. È dunque plausibile che il locatore possa chiedere i danni cagionati all’appartamento di sua proprietà dall’animale domestico dell’inquilino. Il fatto che nel verbale di riconsegna l’agenzia abbia fatto riferimento a una successiva verifica, comporta che il locatore si sta prendendo il tempo di verificare tutti gli eventuali danni (divani, sedie, tende, tappezzeria, etc.) causati dal gatto. Peraltro, il proprietario dell’animale è tenuto alla rifusione dei danni ai beni altrui causati dal proprio animale, tanto più nel rapporto di locazione ove grava sul conduttore un obbligo di diligente custodia del bene e che prevede un espresso divieto di tenere animali quando possono nuocere all’immobile. Si badi bene che, perché vi sia diritto al risarcimento, il proprietario deve provare che i danni agli arredi siano dipesi da un uso non conforme da quello stabilito dal contratto che vieta di tenere animali domestici, quindi non qualunque danno è risarcibile. Suggerisco di formulare in via bonaria al proprietario una proposta economica volta a soddisfare seppure parzialmente il danno patito, confidando che il locatore apprezzi l’iniziativa e intenda definire la questione, rinunciando a eventuali azioni giudiziarie.