L’assegno di mantenimento può cambiare

Vero n° 45 Se uno dei due genitori ha perso il lavoro o ha avuto un drastico calo delle entrate, può chiedere al tribunale un provvedimento. E se la situazione poi migliora, si può tornare alle precedenti condizioni

Gentile avvocato, il Covid ha messo in difficoltà un po’ tutti. Dal mio punto di vista ha messo a dura prova gli equilibri economici di tante famiglie, soprattutto di quelle separate. Mio figlio, che ha la partita Iva, non è riuscito a lavorare per mesi e a versare il contributo di mantenimento per i miei due nipoti. Siamo intervenuti io e mio marito perché non vogliamo che ai bambini manchi nulla, ma se le cose non cambiano, anche noi saremo un po’ in difficoltà. Davvero mio figlio è costretto a versare il mantenimento come prima?

Giulia, Padova

Gentile Giulia, sino a quando suo figlio non chiederà un provvedimento di modificazione del contributo al tribunale, dovrà continuare a versarlo. Potrà ottenere tale provvedimento provando che l’arresto della sua attività e la lenta ripresa a causa della pandemia hanno generato una drastica riduzione dei suoi redditi. Ovviamente la nuora, mamma dei bambini, a sua volta, potrà sempre chiedere un aumento nel momento in cui ci sarà una ripresa lavorativa e l’ex marito guadagnerà come prima.

I figli che vivono con la mamma possono dormire dal papà

Caro avvocato, si parla tanto di bigenitorialità, cioè del fatto che mamme e papà hanno gli stessi diritti e doveri, ma poi, quando i genitori si separano, mi sembra che i figli finiscano sempre per vivere in casa con le mamme, soprattutto se sono piccoli. Conosco un padre separato da poco a cui la ex moglie non fa tenere la bimba di tre anni a dormire sostenendo che è troppo piccola. Le pare giusto? E, soprattutto, è possibile che questo avvenga? Cosa dice la legge a questo proposito?

Arturo, Siena

Il principio della bigenitorialità è espressamente previsto dalla legge. Quando mamma e papà si separano rimangono entrambi genitori con gli stessi diritti e doveri. Siccome però è problematico dividere il tempo con i figli esattamente al 50 per cento tra i genitori, i giudici hanno creato una prassi per cui collocano prevalentemente presso uno dei due genitori i figli, i quali, poi, per un tempo inferiore, stanno anche con l’altro genitore. Di fatto è vero che il collocamento prevalente è perlopiù riconosciuto alle mamme. I bambini in genere stanno col papà due fine settimana al mese e uno o due giorni durante la settimana. La possibilità di tenere i figli presso di sé è però un diritto/dovere di tutti i papà, anche quando i figli sono molto piccoli. Va da sé che i figli debbano anche dormire con il papà. Di recente si è pronunciata sul punto, ancora una volta, anche la Cassazione, che ha riconosciuto a un papà il diritto di tenere anche a dormire il figlio di due anni nonostante la madre non fosse d’accordo, dal momento che non ha ravvisato nessun pregiudizio per il bambino.