Se si resta mesi senza linea telefonica fissa

Vero n° 43 È quello che è successo ad Angelo, che ora domanda se può chiedere un risarcimento al gestore telefonico. Il nostro suggerimento è di non farlo, visto che la Cassazione ritiene non ci sia lesione di un diritto fondamentale

Gentilissimo Avvocato, quasi quattro mesi fa ho deciso di cambiare gestore telefonico e ho stipulato il contratto con un’altra compagnia. Ma ci ho ripensato quasi subito e ho esercitato il diritto di recesso. Il mio precedente operatore, però, non ha ancora provveduto a ripristinare il servizio. Posso chiamarlo in giudizio per chiedere i danni per non avere potuto utilizzare la linea fissa per tutti questi mesi? Sono veramente indignato!

Angelo P., Verona

Comprendo la sua indignazione, Angelo, ma temo che non sarà possibile ottenere un risarcimento economico per ristorare almeno in parte il disagio che ha patito. Infatti la Cassazione, con un recente intervento, ha negato il risarcimento a un soggetto che, come lei, è rimasto senza la linea fissa del telefono. Secondo la Cassazione tale diritto non assurge al rango di diritto fondamentale della persona meritevole di risarcimento. Il risarcimento può esserci quando è espressamente previsto dalla legge oppure quando il fatto illecito violi un diritto fondamentale della persona. Quindi, anche se con l’evoluzione della società il mezzo telefonico rientra tra i cosiddetti mezzi di sussistenza, la Suprema Corte sostiene che è vero che i diritti fondamentali della persona costituiscono un catalogo “aperto” destinato ad arricchirsi con il tempo, ma che ciò non significa che ogni qualvolta che l’evoluzione tecnologica sforna nuovi strumenti, il diritto a utilizzarli assurga automaticamente a diritto fondamentale della persona. Secondo la Corte, inoltre, il diritto leso deve riguardare la persona e non il suo patrimonio. La rinuncia forzosa a godere di un bene non può considerarsi come una lesione della persona, perché il telefono non è un bene essenziale per la sopravvivenza come l’acqua, il cibo, la casa e i farmaci. Solo l’impossibilità di godere di questi beni primari integrerebbe una violazione di un diritto fondamentale. Inoltre, l’impossibilità di usare il telefono non lede la dignità della persona né la sua libertà, tantomeno il suo diritto di comunicare, visto che si può ricorrere a un telefono sostituivo. Il guasto alla linea fissa, indipendentemente dalla sua durata, non viola un diritto fondamentale della persona, per cui nessun risarcimento è dovuto. Visto il chiaro orientamento della Corte di Cassazione tenderei a sconsigliarle una qualsivoglia azione giudiziaria.

Cosa succede se l’inquilino lascia la casa in affitto e non paga la Tari

Gentile avvocato, sono proprietario di un appartamento che ho sempre dato in locazione. Il mio attuale inquilino ha dato disdetta e, a breve, lascerà l’immobile. Vorrei essere sicuro che, come da contratto, abbia pagato la tassa sui rifiuti; non vorrei che tra qualche tempo il Comune si rivalga su di me. C’è qualcosa che posso fare?

Antonia, Reggio Emilia

Gentile signora Antonia, posso rassicurarla rispetto ai suoi timori. La normativa vigente stabilisce che la Tari, la tassa sui rifiuti, deve essere versata da “chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani.” In altre parole, solo chi utilizza concretamente l’immobile deve pagarne la relativa tassa sull’immondizia (la Tari, appunto). Quindi, in caso di contratto d’affitto, questa spetta agli inquilini. Attenzione, però, perché la legge fa una precisazione a questo proposito: la Tari spetta agli inquilini solo quando il contratto di locazione supera i 6 mesi; in caso contrario questa resta a carico del proprietario, ma non mi pare il suo caso. In conclusione: l’inquilino che non ha pagato la Tari si vedrà recapitare l’avviso di pagamento da parte del Fisco. Qualora, per errore, la pubblica amministrazione dovesse inviare l’avviso di mancato pagamento al proprietario della casa, quest’ultimo potrà rimandarla indietro in quanto parte non interessata.