Anticipo sul Tfr: come e quando spetta

Vero n° 39 Pur essendo il Trattamento di fine rapporto una retribuzione che va erogata quando finisce il contratto di lavoro, ci sono casi in cui la legge consente al lavoratore di richiederla in anticipo per importanti motivi.

Gentile avvocato, sono un lavoratore dipendente e avrei l’esigenza di ottenere dal datore di lavoro un anticipo sul Tfr. So che può essere concesso in presenza di particolari motivi. Come posso procedere? La ringrazio dell’attenzione.

Alberto, Piacenza

Egregio Alberto, il Trattamento di fine rapporto è un retribuzione differita, la cui erogazione ha luogo al momento della chiusura del rapporto di lavoro. Nonostante questo, però, la legge ha esplicitamente contemplato la possibilità di chiederne un anticipo, sia se il Tfr è stato lasciato dal lavoratore in azienda sia se è stato conferito a un fondo pensioni, purché vengano rispettati alcuni requisiti. Vediamo quali sono. Per il Tfr rimasto in azienda lei potrà chiedere un’anticipazione di importo non superiore al 70% del trattamento maturato, purché abbia almeno otto anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro. Tenga presente che l’anticipazione può essere ottenuta una sola volta nel corso del rapporto di lavoro ed è ovviamente detratta dall’ammontare finale. L’azienda è tenuta a soddisfare le richieste entro il limite del 10% degli aventi diritto e, comunque, del 4% del totale dei dipendenti. La richiesta di anticipazione può essere giustificata da due precise esigenze: per far fronte a spese mediche per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle Asl e per l’acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i propri figli. Ma consideri che quello che le ho riportato è il trattamento minimo previsto dalla legge. Tuttavia, l’articolo 2120 del Codice civile fa salve le condizioni di miglior favore eventualmente previste dai datori di lavoro. Pertanto, le ricordo che è facoltà del suo datore di lavoro applicarle condizioni più favorevoli, sia in termini di anzianità maturata sia in termini di motivi diversi da quelli espressamente elencati. Le consiglio, dunque, in prima battuta, di rivolgersi al suo ufficio del personale per un confronto rispetto alla sua posizione e a quella dell’azienda su questo argomento.

Autovelox e multe: prima di pagare è bene verificare che sia tutto regolare

Gentilissimo avvocato, ho ricevuto una multa per eccesso di velocità con decurtazione di 5 punti dalla patente. Al momento della presunta infrazione mi trovavo su una strada provinciale che collega due paesi: come posso sapere se la multa è regolare? Glielo chiedo perché ho saputo che spesso i comuni, pur di guadagnare e far cassa con questo tipo di multe, non rispettano la legge. Ma è davvero possibile?

Angela, provincia di Chieti

Gentile Angela, in base ai casi che ho recentemente avuto modo di esaminare, le segnalo che affinché la multa sia regolare l’autovelox si deve trovare nel punto esatto in cui la sua installazione è autorizzata dall’ente proprietario della strada. Sottolineo che non è sufficiente che l’autovelox sia ubicato nel chilometro o nel metro indicato nell’autorizzazione: deve anche essere sul corrispondente lato della strada previsto dall’autorizzazione stessa. È quanto emerge da una recente sentenza in cui il Giudice ha annullato una multa avendo accertato che l’autovelox, in difformità con quanto autorizzato dall’ente proprietario della strada, non solo era stato posizionato con uno scarto di circa un metro rispetto alle distanze previste dal decreto prefettizio, senza giustificazioni sufficienti a motivare questa violazione, ma era anche posto dal lato sbagliato della carreggiata. Faccia dunque le sue verifiche prima di pagare la sanzione.