Cartomanzia sì, ma entro i limiti di legge

Vero n° 37 Il testo sulla pubblica sicurezza che regola l’attività risale al 1931, per questo oggi i giudici valutano caso per caso. Fondamentale è che il cartomante non sfrutti la credulità altrui o alimenti dei pregiudizi

Gentile avvocato, da anni si legge che i cartomanti offrono i loro servizi a pagamento. Anche oggi ci sono tante persone che ci credono e che spendono i loro soldi per farsi leggere le carte o la mano. Ma è lecito farsi pagare per questo servizio?

Giuseppe

Proprio in tempi recenti il Consiglio di Stato si è pronunciato precisando quali siano i requisiti da valutare per considerare la cartomanzia un’attività lecita. Il tutto nasce dal fatto che in Umbria la Questura ha imposto a una società che offre servizio di cartomanzia al telefono di cessarla, poiché si tratta di un’attività contraria all’articolo 121 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza del 1931, in vigore ancora oggi. La società si è rivolta al Tar, il Tribunale amministrativo regionale, che ha affermato che in quel caso non emergevano “elementi atti a dimostrare che l’attività svolta dalla società fosse esercitata con modalità truffaldine o comunque idonee ad abusare della credulità popolare”. Anche il Consiglio di Stato, cui il ministero dell’Interno si è rivolto in appello, ha ribadito che “è vietata ogni attività diretta a speculare sull’altrui credulità o a sfruttare o alimentare l’altrui pregiudizio”, citando indovini, cartomanti, interpreti di sogni, coloro che esercitano giochi di sortilegio, incantesimi, esorcismi, “o millantano in pubblico grande valenza nella propria arte o professione, o magnificano ricette o pozioni, cui attribuiscono virtù straordinarie o miracolose”. Nell’articolo 121 rientrano anche i cartomanti, ma non in automatico. È necessaria un’interpretazione, caso per caso, effettuata dal giudice, dal momento che è mutato il quadro sociale rispetto a quando è stato emanato il Testo di pubblica sicurezza (era il 1931!). Secondo il Consiglio di Stato, oggi, la cartomanzia può avere una sua utilità, di conforto per le paure e le contraddizioni della società. Occorre considerare poi che la popolazione è maggiormente alfabetizzata e che quindi le persone sono più consapevoli. Chi si rivolge dunque a un cartomante non sempre è un credulone o un ingenuo che si fa raggirare: è un sog-getto consapevole che può essere spinto dalla curiosità o dalla voglia di svagarsi. In particolare, secondo i giudici, la cartomanzia è lecita se c’è proporzione tra prestazione e corrispettivo ed è illecita solo quando specula sull’altrui credulità o sfrutta oppure alimenta un pregiudizio.

Contratti di convivenza: che cosa sono e come funzionano

Caro avvocato, ho quasi 90 anni e leggo sempre con interesse le sue risposte. Da quando ero giovane io sono cambiate tante cose, anche nelle famiglie. Ho sentito parlare di contratti di convivenza. Mi spiega che cosa sono? Ai miei tempi ci si doveva sposare e quelle che non lo facevano e convivevano poi non avevano tutele, al di là dei giudizi morali della gente.

Verdiana

Gentile lettrice, adesso ci sono varie tipologie di famiglie. Quelle in cui ci si sposa, in cui non ci si sposa, quelle formate da due uomini o da due donne che scelgono di unirsi civilmente oppure no. Dal 2016 per le coppie eterosessuali e omosessuali che decidono di non sposarsi e di non unirsi civilmente è prevista una tutela: in base alla legge Cirinnà, possono sottoscrivere un contratto detto appunto di convivenza. Chi è interessato può farlo redigere da un avvocato o da un notaio. Questi contratti possono riguardare solo le questioni tra i conviventi e non l’affidamento dei figli né la successione in caso di morte. Di solito regolamentano le spese necessarie per la coppia e possono prevedere il contributo economico da versare da parte di ciascuno dei conviventi, proporzionato ai guadagni e al patrimonio. Regolamentano poi i rapporti economici in caso il rapporto finisca. Questi tipi di contratti vanno registrati all’anagrafe, ma prima la coppia deve essersi iscritta nell’elenco dei conviventi del Comune di residenza. Con questo strumento anche i conviventi di fatto godono di una regolamentazione dei rapporti pur non avendo contratto matrimonio o non essendosi uniti civilmente.