Doppio sostegno per il figlio disabile

Vero n° 33 Genitori separati o divorziati possono comunque richiedere di essere nominati entrambi amministratori quando lui diventa maggiorenne. Il codice civile non lo prevede, ma la giurisprudenza sancisce il suo diritto

Gentile avvocato, sono una mamma separata e ho un figlio affetto da autismo. È molto grave, tant’è che è un invalido civile e ha diritto all’indennità di accompagnamento e ai benefici della legge 104 del 1992. Tra poco compirà 18 anni. Mio marito ha chiesto al giudice tutelare di essere nominato suo amministratore di sostegno. Ma allora che fine farà l’affido condiviso?

Lucia

Con la maggiore età tutti i figli di separati o divorziati non sono più affidati ai propri genitori, così come tutti i figli col raggiungimento della maggiore età non sono più sottoposti alla responsabilità genitoriale. Per i figli disabili il raggiungimento della maggiore età pone tanti problemi: pur essendo maggiorenne, il figlio disabile può non essere in grado di compiere gli atti della vita quotidiana nel proprio interesse. Quando il figlio non è in grado di assumere le decisioni che la maggiore età gli consente, i genitori dovranno intervenire rivolgendosi al Tribunale. Obiettivo è tutelare il disabile e individuare chi possa gestire, per esempio, i suoi risparmi, le indennità, ritirare analisi e referti medici, somministrargli i farmaci e così via. La richiesta della nomina di un amministratore di sostegno è certamente un atto dovuto a protezione e nell’interesse del figlio disabile. I genitori possono chiedere di essere nominati entrambi amministratori del figlio. Nel suo caso, pertanto, potrà rivolgere la sua richiesta al giudice adito dal papà di suo figlio. In tal modo il ragazzo potrà beneficiare del sostegno di entrambi. Il codice civile non prevede espressamente la figura del doppio amministratore di sostegno, ma la giurisprudenza si è già pronunciata in tal senso, nei casi in cui il figlio maggiorenne è portatore di handicap grave, dal momento che il disabile divenuto maggiorenne ha comunque diritto a continuare a ricevere uno speciale accudimento da parte di entrambi i genitori; ha diritto di continuare a mantenere rapporti significativi con entrambi i rami parentali per il tramite di ciascuno dei genitori; è nel suo esclusivo interesse che entrambi i genitori continuino a svolgere tutti gli atti di ordinaria e di straordinaria amministrazione. Solo essendo nominati entrambi amministratori di sostegno del figlio i genitori possono continuare a rimanere a pieno titolo nella vita del figlio che hanno accudito dalla nascita. Il giudice tutelare individuerà in modo chiaro le funzioni disgiunte e congiunte dell’uno e dell’altro genitore amministratore.

Mamma anziana non autosufficiente? Per tutelarla è meglio rivolgersi a un giudice

Sono figlia di una ultranovantenne. Mamma dimentica in giro le cose e poi crede che la badante gliele abbia rubate. Ha già licenziato due persone. Spesso si rifiuta di firmare la delega per ritirare gli esami e mi sta rendendo tutto difficile con i medici e anche con la gestione della pensione che arriva sul suo conto corrente, di cui non ho delega. Cosa posso fare?

Roberta

Nel caso degli anziani non autosufficienti l’amministrazione di sostegno consente di tutelarli con la minore limitazione possibile della capacità di agire. L’amministratore di sostegno è di solito un membro della famiglia che si è dichiarato disponibile a ricoprire tale incarico. Ha il compito di gestire tutte le problematiche connesse all’abitazione, all’assistenza, alle scelte sanitarie dell’anziano amministrato. L’anziano, dunque, vedrà limitata la propria capacità legale di agire esclusivamente in relazione a quegli atti per cui il Giudice avrà espressamente previsto l’intervento dell’amministratore di sostegno. Può accadere, per esempio, che rispetto a un anziano ricoverato in ospedale, il giudice tutelare conferisca all’amministratore di sostegno ogni potere di rappresentanza della persona, compresa la possibilità di assumere decisioni inerenti le cure e le terapie mediche. Di norma l’amministratore di sostegno è autorizzato a ricevere la pensione dell’amministrato e a gestirla nel suo esclusivo interesse. Credo che nel suo caso sia opportuno che si rivolga al giudice del luogo di residenza della sua mamma e che chieda di essere nominata sua amministratrice di sostegno.