Le pendenze condominiali vanno saldate

Vero n° 31 Il nuovo proprietario è obbligato solidalmente con chi gli ha venduto l’appartamento a versare i contributi relativi all’anno in corso e a quello precedente. Ma può far valere il diritto di rivalsa per il recupero di quelle somme

Caro avvocato, quando ho comprato casa nel 2015, nell’atto notarile la parte che vendeva ha dichiarato che non c’erano pendenze. Dopo 3 anni è emerso, invece, che c’era una causa avviata ben prima rispetto all’acquisto (nel 2002) tra il condominio e una condomina, vinta dalla seconda. In realtà sono andati a transazione. Mi è costato 900 euro di rate straordinarie, a me come ad altri condomini. Posso rivalermi sul precedente proprietario, anche se solo per una parte? Tenga presente che ho già pagato tutte quelle rate extra. Grazie.

Ilaria, Genova

Il principio generale prevede che il condomino è tenuto al versamento delle spese di conservazione e di manutenzione delle parti comuni per il semplice fatto di essere proprietario di un’unità immobiliare ubicata nello stabile.

Il nuovo condomino è obbligato solidalmente con il suo venditore a versare i contributi relativi all’anno in corso e a quello precedente. Il che significa che, con i limiti di tempo indicati, l’acquirente può essere chiamato dall’amministratore a pagare le spese riguardanti un periodo di tempo in cui non era proprietario; egli, pertanto, si sostituisce al venditore nel pagamento, restando però fermo il suo diritto di rivalsa nei confronti del venditore stesso per il recupero di tutte le somme che sia stato costretto a versare al condominio.

Anche le spese legali riguardanti le cause del condominio costituiscono un debito per quote condominiali e rientrano quindi in quella categoria di obbligazioni che devono essere adempiute da chi risulta proprietario al momento in cui la spesa viene sostenuta; nel caso in questione, di alienazione di un unità immobiliare, dal nuovo condomino che l’ha acquistata, ossia da Lei. Occorre, però, operare una netta distinzione tra le spese dovute alla controparte a seguito della sconfitta subita dal condominio in giudizio e le somme da versare all’avvocato che lo ha difeso. Quanto alle prime, Lei può essere chiamata a far fronte non solo alla richiesta di pagamento da parte dell’amministratore, ma anche all’esecuzione che il creditore promuove sui suoi beni personali, qualora, una volta azionata la sentenza direttamente nei confronti del condominio, i beni condominiali risultino

insufficienti a soddisfare il credito. Quanto alle seconde, in base alla situazione che mi descrive, non può esserLe rivolta richiesta alcuna; infatti, dal momento che l’obbligo di corrispondere il compenso al proprio difensore sorge con il conferimento del mandato, l’acquirente dell’unità immobiliare è responsabile in solido con il proprio venditore solo per le spese legali relative ai giudizi introdotti a partire dall’anno contabile precedente all’acquisto.