I nonni? Un diritto per i figli di separati

Vero n° 29 Per il loro equilibrato sviluppo psicofisico, ai nipoti non si dovrebbe far mancare un rapporto significativo con gli ascendenti. È una forma di tutela rivolta ai bambini e il giudice del Tribunale per i Minorenni dovrebbe tenerne conto

Caro avvocato, una mia amica ha tre nipotini che fino a poco tempo fa ha quasi cresciuto da sola, visto che suo figlio e la nuora sono sempre tanto impegnati al lavoro. I due, però, si stanno separando e lei ha già capito che la nuora non ha più intenzione di farle vedere i nipoti come prima. Ma davvero noi nonni non abbiamo nessun diritto? Non contiamo niente anche se aiutiamo i nostri figli a crescere i nostri nipoti? Sa, anch’io sono nonna di due bei maschietti. Non vorrei mai che in futuro mia figlia e mio genero non me li facessero più vedere come prima solo perché litigano tra di loro.

Lucia, Milano

Cara signora, i nonni nella nostra società sono davvero una grande risorsa nella crescita di bambini piccoli. Di fatto, però, il loro ruolo ha una tutela limitata. Nel 2006 la legge n. 54 che riguarda l’affido condiviso dei figli ai genitori che si separano ha introdotto una forma di tutela anche rispetto al rapporto dei bambini con i propri nonni. Nell’art. 155 del codice civile che è stato modificato si legge che anche quando i genitori si separano “il figlio minore ha diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi… e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti… di ciascun ramo parentale” ossia con tutti i nonni. È un diritto dei nipoti stare con i nonni perché ciò, secondo il legislatore favorisce il loro equilibrato e sereno sviluppo psicofisico. Se alla sua amica verrà impedito di frequentare i nipoti, pur non avendo diritto di partecipare al giudizio di separazione potrebbe rivolgersi al Tribunale per i Minorenni e richiedere al giudice di accertare che i genitori dei propri nipoti, impedendole di frequentarli, stanno tenendo una condotta che non fa bene ai nipotini, dal momento che impediscono che i bambini, come sarebbe invece loro diritto, mantengano rapporti significativi con la nonna con cui sono cresciuti.

Il nuovo marito della mamma diventa anche papà solo con un’adozione speciale

Caro avvocato, una mia amica è rimasta vedova qualche anno fa e sta per risposarsi. Dal primo matrimonio ha avuto due gemelle e un bambino più piccolo. È vero che il nuovo marito non sarà un padre per i suoi tre figli? Ma questo è davvero possibile? Già adesso se ne occupa come fossero figli suoi, eppure a scuola e in ospedale è considerato meno di niente. Perché con il matrimonio con la madre dei bambini non può automaticamente diventare il padre, considerato che il loro non c’è più e che lui li sta già crescendo e anche mantenendo? Non è illogico?

Marcella, Mantova

Anche se nella realtà il futuro marito della sua amica è di fatto il papà dei tre bambini e se nella nostra società le famiglie allargate sono sempre più numerose, secondo la legge il matrimonio con una persona che ha figli non fa diventare automaticamente il coniuge anche genitore di questi figli anche se i bambini non hanno più o, addirittura, non hanno mai avuto l’altro genitore. Perché ciò accada è necessario che una volta sposati il nuovo marito della sua amica faccia una espressa richiesta al Tribunale per i Minorenni. Dovrà dimostrare di avere un rapporto profondo e continuativo con i bambini. I servizi sociali verificheranno tali circostanze e il fatto che è nell’esclusivo interesse dei tre figli dare una veste giuridica a qualcosa che già esiste nella realtà di tutti i giorni. Il Tribunale, ricevuta la relazione positiva dei servizi sociali e valutato il superiore interesse dei tre minori, potrà riconoscere questa adozione. I tre bambini anteporranno al loro cognome quello del nuovo papà, il quale avrà tutti i doveri di un padre. Non si creeranno, però, legami giuridici tra i bambini e i parenti del nuovo papà e, inoltre, il padre adottivo non potrà ereditare dai tre figli nel caso in cui morissero prima di lui. Questa adozione è, infatti, definita speciale, in quanto ha effetti più limitati rispetto a quella a cui siamo abituati.