Lapandemiahabloccatoi viaggi: chi paga?

Vero n° 23 Se il volo acquistato è “saltato” a causa del coronavirus (in questo caso il Paese di destinazione aveva chiuso le frontiere all’Italia), si ha diritto al rimborso totale del costo del biglietto

Gentile avvocato, sono tra quelle persone che, quando è scoppiata l’emergenza sanitaria, aveva in programma un viaggio. Il mio volo aereo è stato cancellato perché il Paese di destinazione aveva chiuso le frontiere a chi proveniva dall’Italia. Come devo comportarmi rispetto al rimborso del volo? Purtroppo non riesco a parlare con il servizio clienti della compagnia. La ringrazio per il prezioso consiglio.

Angelo, Verona

Le principali compagnie aeree hanno adottato un codice di condotta pressoché uniforme su come gestire quei passeggeri che non hanno potuto usufruire del volo a causa del Covid-19. Vista la cancellazione, i passeggeri hanno diritto a rischedulare il volo, ossia prenotarlo in un’altra data a propria scelta senza applicazione del supplemento previsto per il cambio volo oppure potranno chiedere il rimborso totale della spesa. Per rimborso totale si intende il costo del biglietto e delle imposte di vario tipo legate all’acquisto del volo. In poche parole: se il suo volo è stato cancellato, lei ha diritto all’integrale rimborso del costo del biglietto. Alcune compagnie propongono un voucher di valore equivalente al valore del biglietto non utilizzato, da fruire entro un periodo anche di un anno dal momento dell’emissione. Vista la difficoltà di contattare telefonicamente la compagnia, le consiglio di inviare al vettore una PEC (Posta Elettronica Certificata) in cui chiede il rimborso. Tale comunicazione va inviata entro trenta giorni a far data dal 17 maggio 2020. Va precisato che, nei casi che si verificano in questi giorni di cancellazioni lega te all’emergenza Covid-19, si ha diritto al solo rimborso del costo del biglietto, quindi non al risarcimento del danno, che è invece dovuto quando il disservizio sia imputabile direttamente o indirettamente alla compagnia aerea.

L’inquilino chiede una riduzione del canone di locazione: ipotesi da valutare

Buongiorno avvocato, sono proprietario di un immobile affittato a uno studente universitario fuori sede. A seguito dell’emergenza sanitaria, vista l’interruzione delle lezioni, il mio inquilino è tornato nel suo paese di origine, dalla famiglia. Qualche giorno fa mi ha contattato chiedendomi una riduzione del canone di locazione, che sino a ora ha versato puntualmente, dato che tornerà ad abitare la casa solo a partire da settembre. La cosa mi lascia perplesso, anche perché in questi momenti difficili, che stanno toccando anche la mia famiglia, poter contare su questa pur piccola entrata mi dà un minimo di tranquillità. Come devo comportarmi? Sono costretto ad accettare la richiesta del mio inquilino? Grazie mille.

Alberta, Salerno

Inquilini e proprietari possono accordarsi per una riduzione del canone di locazione in questo periodo di difficoltà. Per evitare di pagare le imposte sui canoni non riscossi è necessario che l’accordo sia registrato entro 30 giorni. Un atto che durante il periodo di chiusura degli uffici dell’Agenzia delle entrate per l’emergenza coronavirus si può inviare online anche senza posta certificata. È comunque possibile attendere la riapertura degli uffici in quanto, come chiarito dalla circolare n. 8 dell’Agenzia delle entrate, lo slittamento dei termini a causa del coronavirus riguarda anche la registrazione degli atti. L’accordo è possibile per ogni tipo di contratto; la possibilità di ridurre il canone in caso di difficoltà di pagamento da parte dell’inquilino è ammessa a prescindere dalla tipologia di locazione, quindi sia nel caso di locazione di immobili per uso abitativo sia nel caso di locazione di immobili commerciali. Non ci sono differenze in riferimento alla durata del contratto, né relativamente al regime fiscale di tassazione ordinaria o cedolare secca. Non sono dovute spese di registrazione e l’atto è esente dal bollo. Resta inteso che il proprietario non è obbligato ad accettare la proposta di riduzione del conduttore; nel suo caso, però, l’inquilino ha validi motivi per chiedere la riduzione e, soprattutto, va considerato che lo stesso, a fronte di un suo rifiuto, potrebbe dare disdetta senza dover motivare la propria scelta. Quindi sia sotto il profilo dell’opportunità sia sotto il profilo etico, consiglio di valutare con grande attenzione la richiesta del suo inquilino.