L’affido dei figli al tempo del coronavirus

Vero n° 13 Dopo che il governo ha varato il decreto che impone agli italiani di stare in casa e di muoversi solo per circostanze particolari ed eccezionali, molti genitori separati hanno difficoltà a vedere i loro figli. Ma è un sacrificio sensato

Buongiorno avvocato, sono un padre separato e ho due figli, che sono collocati prevalentemente presso l’abitazione della madre. Da quando è scoppiato il coronavirus mia moglie si è trasferita in montagna, dove ha
una casa. Dice che vuole rimanere lontana da Milano per la sicurezza dei nostri figli. Io concordo su questa scelta, ma sino a un certo punto. Anche perché, visti gli ultimi provvedimenti del governo che impediscono gli spostamenti, di fatto non riesco a vedere i miei bambini e non so quando riuscirò a tenerli un po’ con me. Il comportamento della madre, secondo lei, è legittimo? E io posso fare qualcosa per rivedere i miei ragazzi?

Alberto V., Milano

Gentile Alberto, la situazione che tutta l’Italia (e anche parte dell’Europa e del mondo) sta vivendo in queste ore è davvero eccezionale e impone a tutti sacrifici. È vero che lei potrebbe circolare dichiarando che si sposta per motivi familiari (va a trovare i suoi figli), così come potrebbe portarli a Milano, a casa sua, nei giorni in cui devono stare con lei. Così come la sua ex moglie, allo stesso modo, potrebbe venire a riprenderseli e riportarli in montagna, ammesso che possa provare il domicilio nella località in cui si trova attualmente. Questi comportamenti e questi spostamenti, per quanto legittimi, però, non sarebbero nello spirito del decreto del governo che invita tutti a rimanere a casa e a non circolare se non per motivi davvero gravissimi. In questo momento la priorità è favorire la salute pubblica. Così facendo, forse, lei e la sua ex fareste anche l’interesse dei vostri figli. Di sicuro sua moglie dovrà garantirle la possibilità di contattare i suoi figli ogni giorno con ogni mezzo (cellulare, skype, videochiamate). E poi, finita questa crisi, quando mamma e figli torneranno a Milano, alla normalità, lei potrà “recuperare” e potrà tenere con sé i bambini per tutto il periodo che non ha potuto stare effettivamente con loro.

Lei lavora a casa e deve gestire tre figli da sola perché il padre non può muoversi

Caro avvocato, sono una donna divorziata con tre figli, che vivono presso di me, mentre il loro papà risiede a una decina di chilometri da noi. Da quando c’è l’emergenza coronavirus ed è stato imposto ai cittadini di rimanere a casa a meno che non si abbiano gravi motivi per uscire, il mio ex marito non viene più a prendere i ragazzi perché dice che il decreto del governo non gli consente di farlo. Io non ce la faccio più a tenerli tutti a casa, la situazione è davvero tesa e complicata perché, ovviamente, i ragazzi si annoiano, litigano… Perdi più io sto lavorando in smart working e faccio davvero fatica a completare i miei impegni. Avrei proprio bisogno che i miei figli stessero anche con il padre. È proprio vero che lui non può venire a prenderli?

Annalia P., Pavia

In effetti, gentile Annalia, il suo ex marito potrebbe circolare con l’autocertificazione dichiarando che lo fa per motivi di famiglia. Di fatto, però, se i ragazzi e il padre riescono a sentirsi tutti i giorni, forse quella del papà non è poi una condotta così scellerata: è quella del papà che preferisce non uscire di casa e tenere al riparo anche i figli. D’altro canto, è evidente che se lei non riesce più a gestire i ragazzi da sola il padre dovrà in qualche modo intervenire.