Tradimento: c’è il risarcimento del danno?

Vero n° 05 Non scatta in automatico: è necessario provarne l’esistenza. L’afflizione per l’accaduto deve superare la soglia della tollerabilità. Una richiesta simile va fatta in un procedimento a parte

Gentile avvocato, è vero che quando ci si separa, se si è stati traditi si può ottenere un bel risarcimento del danno quando si chiede la separazione e l’assegno di mantenimento?

Francesca

Se un coniuge viene tradito e da una simile violazione dei doveri del matrimonio discende un danno ingiusto per l’altro, è possibile che il coniuge tradito domandi un risarcimento del danno. Attenzione, però: dalla relazione extraconiugale non scatta in automatico il diritto al risarcimento del danno in favore del coniuge che è stato tradito. È necessario, anzitutto, provare l’esistenza del tradimento e poi che l’afflizione per l’accaduto superi la soglia della tollerabilità. Inoltre il tradimento, per le sue modalità o per la gravità dello sconvolgimento provocato, si deve tradurre in un danno ingiusto, che viola il diritto alla salute del tradito o alla dignità personale. Una richiesta di questo tipo non può essere peraltro fatta all’interno del giudizio di separazione, bensì deve essere affrontata in un giudizio a parte. Ovviamente la richiesta di risarcimento danni va fatta nei confronti del coniuge traditore e non dell’amante del proprio coniuge, il quale non ha assolutamente nessun dovere di rispettare gli obblighi derivanti da un matrimonio di cui non è parte.

Ge gli ex coniugi litigano troppo per i figli, il tribunale potrebbe affidarli ai servizi

Gentile avvocato, sono una nonna di due nipoti. Mio figlio da anni combatte in tribunale con la moglie per l’affido dei figli. Lui vorrebbe che i bambini trascorressero lo stesso tempo con papà e lo stesso tempo con mamma. Per adesso non è così. Li tiene tanto, ma non quanto vorrebbe. La causa dura da oltre due anni e mia nuora non si decide ad accordarsi con mio figlio, anche se mi pare che sia gli avvocati sia il giudice li abbiano invitati a farlo. Adesso mio figlio dice che il giudice stesso ha detto loro che potrebbe decidere di non affidarli più ai genitori. Che cosa vuol dire? Sono davvero preoccupatissima. Temo che mio figlio e sua moglie, per litigare tra loro, abbiano perso di vista il bene dei miei nipotini.

Lella

Gentile signora, la questione è ovviamente molto delicata, perché si parla del benessere di due minorenni. Se il tribunale dovesse valutare che la condotta conflittuale di entrambi i genitori è assolutamente lesiva dei diritti dei due bambini e ostacola la loro equilibrata e sana crescita psicofisica, potrebbe decidere di affidarli all’ente, ossia al Comune di residenza, per i tramite dei servizi sociali. Questo significa che continuerebbero a vivere a casa loro e potrebbero continuare ad andare anche dal papà: il punto però è che le decisioni più importanti (come per esempio la scelta della scuola, gli sport da praticare e così via) non potrebbero più essere assunte dai due genitori, ma dai servizi, confrontandosi ovviamente con i genitori. Accade talvolta che una conflittualità accesissima tra i due ex coniugi venga giudicata a tal punto deleteria per i bambini che il tribunale opti, almeno temporaneamente, per l’affido all’ente. Mi auguro proprio che non sia il caso di suo figlio e della moglie.