Un’eredità non facile da sbrogliare

Vero n° 01 Quando gli eredi sono molti la cosa migliore è trovare un accordo o vendere a terzi e spartirsi poi il ricavato: questo per non rivolgersi al tribunale giudiziale, che metterà all’asta coattivamente gli immobili

Gentile avvocato, mia madre ha dei beni in comproprietà con la sorella, che è morta lasciando solo il marito. Purtroppo anche lui, poco dopo, è mancato. I due non avevano figli. Ora mia madre si trova comproprietaria di alcuni beni con i parenti (vari nipoti) del cognato, dal momento che lei e la sorella non avevano mai diviso nulla di quanto ereditato dai miei nonni. Loro dicono di voler vendere tutto, ma mia madre vorrebbe tenersi la sua parte, staccandosi da quella che spetta a questi signori che con lei non hanno nulla a che spartire. Cosa potrebbe fare?

Luisella P.,Varese

Sua madre potrebbe offrire a questi signori di comprare la loro parte o di venderle la propria. Oppure di vendere a terzi. Senza un accordo potrà inoltre rivolgersi al tribunale per chiedere la divisione giudiziale e far vendere coattivamente la casa; questo significa mettere la casa all’asta e poi suddividere il ricavato. Consiglio, per ovvi motivi, la vendita a terzi o un accordo tra le parti.

La “confusione” tra padre biologico e padre naturale va chiarita

Buongiorno avvocato, le scrivo per una questione un po’ delicata e che rischia di compromettere il futuro di un bimbo innocente. La nipote di una mia amica è incinta. Il bambino non è del marito, ma di un suo giovane collega. Il marito ha saputo tutto e siccome non può avere figli suoi vorrebbe dire che è lui il padre del bambino. L’altro dice di non avere intenzione di riconoscere il figlio e che non è neppure sicuro che sia suo (sospetta sia del marito, anche se gli è stato detto che il marito non può avere figli con tanto di documentazione medica!). Cosa dovrebbe fare questa ragazza? Accettare che il marito metta a posto le cose oppure no?

R.S., Ancona

Ai sensi dell’art. 231 del codice civile il figlio nato nell’ambito del matrimonio si presume figlio del marito, a meno che la madre non lo riconosca come figlio proprio. Nel caso in cui la signora in questione compisse questa scelta, poi potrebbe valutare l’opportunità di agire in giudizio per ottenere che il figlio sia riconosciuto come tale dal padre biologico. Moglie e marito, nel rispetto del principio di verità, per garantire la necessità del bambino di avere anche un padre oltre che una madre, potrebbero optare per l’adozione cosiddetta speciale, ossia l’adozione del figlio del coniuge. Il bambino adottato non acquista legami di parentela con la famiglia del genitore adottante. Può ereditare dal genitore che lo ha adottato mentre lo stesso diritto non vale per il genitore che adotta. Sconsiglio che la coppia marito-moglie, in violazione del principio di verità, faccia passare il figlio come concepito da entrambi.