Potrò comunque acquistare l’appartamento?

Vero n° 51 Nel caso in cui sia stato stipulato un contratto preliminare, gli eredi del defunto non potranno impedire il trasferimento dell’immobile all’acquirente: lo conferma un’ampia giurisprudenza della Corte di Cassazione

Gentile avvocato, ho recentemente acquistato da una ditta individuale un appartamento per il quale ho pagato, a oggi, gli stati d’avanzamento lavori. Avevamo stipulato un compromesso (non registrato) e avrei dovuto stipulare l’atto di acquisto nelle prossime settimane. Purtroppo, il proprietario è deceduto e gli eredi accetteranno l’eredità con beneficio d’inventario. Potrò comunque acquistare l’immobile?

Angela, Siena

Gentile Angela, vorrei innanzitutto tranquillizzarla: unanime giurisprudenza della Corte di Cassazione prevede che, nel caso in cui si verificasse la morte del promittente venditore di un immobile successivamente alla stipula del contratto preliminare, gli eredi che hanno accettato con beneficio di inventario sono obbligati alla stipula del contratto definitivo, a

tutela dei diritti del promissario acquirente. Infatti, i Giudici ritengono che permane nei confronti dell’eredità “beneficiata” il diritto del promittente acquirente alla stipulazione di un contratto definitivo scaturito da un contratto preliminare concluso, a suo tempo, dal defunto. Questo comporta che se gli eredi che hanno accettato con beneficio di inventario non avessero intenzione di stipulare il contratto de finitivo di vendita, lei potrà citarli in giudizio dinanzi al tribunale civile per ottenere una sentenza che produca gli stessi effetti del contratto non concluso, ossia che le trasferisca la proprietà dell’immobile.

Sto per andare in pensione, ma il datore di lavoro vuole che smaltisca le ferie

Gentile avvocato, sono un impiegato del settore privato e tra sei mesi andrò in pensione. Negli ultimi anni ho accumulato molti giorni di ferie di cui non ho usufruito. La scorsa settimana il datore di lavoro mi ha inviato una raccomandata invitandomi a consumare i giorni di ferie, di cui io, in questo momento, non ho necessità. Posso oppormi?

Giovanni, Ferrara

Il datore di lavoro non può limitarsi a comunicare al lavoratore prossimo alla pensione il monte ferie non godute e maturate anche negli anni precedenti solo pochi mesi prima del collocamento a riposo. Infatti, in relazione al diritto al riposo che va riconosciuto al lavoratore, le ferie annuali devono essere godute entro l’anno di lavoro e non successivamente. Una volta decorso l’anno di competenza il datore di lavoro non può imporre al lavoratore di godere effettivamente delle ferie né può stabilire il periodo nel quale deve goderle, ma è tenuto a corrispondere l’indennità sostitutiva delle ferie non godute a titolo di risarcimento del danno. Infatti è inadempiente il datore di lavoro che non è in grado di organizzare e gestire il personale in modo che i lavoratori possano fruire di ferie e riposi nel corso del rapporto di lavoro e non alla fine di esso. Pertanto le suggerisco di rispondere con serenità che non intende usufruire delle ferie e/o permessi non goduti e che ne attende la relativa liquidazione unitamente alle altre competenze di fine rapporto.