La moglie entra nell’asse ereditario

Vero n° 49 È impossibile, anche in presenza di un testamento, lasciare tutto soltanto ai figli. Questo perché esiste una successione cosiddetta “necessaria”, che è riservata per legge al coniuge, ai figli e ai discendenti

Buongiorno avvocato. Sono un uomo sposato e ho due figli. Vorrei fare testamento, ma prima vorrei sapere se la legge mi consente di nominare eredi universali dei miei beni mobili e immobili soltanto i miei ragazzi. Vorrei infatti escludere assolutamente mia moglie, visto che ultimamente non andiamo più d’accordo e non so bene come finiranno le cose tra noi in futuro. La ringrazio in anticipo per il suo consiglio.

Michele C., Ponza

Gentile Michele, nel nostro ordinamento non è possibile escludere il coniuge dalla successione. Se lei non farà testamento sua moglie avrà diritto a ereditare un terzo di tutti i suoi beni, mentre un terzo andrà al primo figlio e il restante terzo al secondo figlio. Se invece farà testamento potrà destinare solo un quarto di tutto il suo patrimonio a chi desidera, per cui per esempio ai suoi figli. Ma un quarto andrà obbligatoriamente a sua moglie e la restante metà del patrimonio obbligatoriamente ai suoi figli in due parti uguali. I figli, pertanto, potranno ereditare metà di tutto ciò che lei possiede, ma non potranno essere unici eredi della totalità del patrimonio. Questo perché anche quando esiste un testamento continua a esistere una successione che viene chiamata necessaria, ossia una successione riservata per legge al coniuge, ai figli e ai discendenti. Le quote verranno calcolate sul valore dell’intero asse ereditario, ossia il suo patrimonio mobiliare (ad esempio risparmi, titoli, ecc.) e immobiliare (ad esempio casa, terreni).

Gli eredi “ricevono” anche i debiti con il fisco, ma non per intero!

Gentile avvocato, vorrei sapere se si ereditano anche i debiti con il fisco. Ho due figli e qualche cartella esattoriale al momento non pagata. Se non riuscissi a fare la cosiddetta “pace fiscale”, che cosa rischierebbero i miei ragazzi nel caso in cui morissi? Sto cercando di fare il possibile per sistemare la mia situazione, ma ogni tanto mi coglie questo dubbio e vado nel panico. La ringrazio per la sua risposta.

Micaela S., Padova

Cara Micaela, i suoi figli erediteranno il debito, ma non per intero, in quanto non dovranno pagare le sanzioni tributarie. Lo stesso vale per i pagamenti rateali già concordati che ancora non sono stati versati. Se il de cuius (ossia il debitore che poi è morto) stava pagando a rate le somme dovute al fisco, i suoi eredi non dovranno versare la parte che riguarda le sanzioni. Gli uffici dunque, dopo aver ricevuto la notizia della morte del debitore, dovranno predisporre e comunicare agli eredi il computo dei nuovi importi delle rate dovute, al netto delle sanzioni che gravavano sul debitore ormai morto e che non sono più esigibili. Gli eredi potrebbero ovviamente decidere di estinguere il debito verso il fisco in un’unica soluzione o, una volta accettata l’eredità con beneficio di inventario, rinunciare a essa e, pertanto, non pagare nulla; in questo caso però non potrebbero ereditare l’attivo – cioè altri beni – ammesso che ci siano.