Condizionatori sui muri esterni: si può

Vero n° 43 A meno che nel regolamento condominiale non ci sia una nota specifica, l’installazione del climatizzatore sulla parete esterna perimetrale è considerata una semplice modifica, che non muta la destinazione dello spazio comune

Buongiorno avvocato, vorrei installare un impianto di condizionamento nel mio appartamento. Dato che non possiedo balcone, il motore dovrà essere collocato sul muro esterno a fianco della mia finestra, che affaccia sul cortile interno. Potrò fare il lavoro?

Angela, Verona

L’installazione del compressore del climatizzatore sul muro perimetrale comune, per la giurisprudenza, consiste in una semplice modifica dal momento che non muta la destinazione della cosa comune, rispettandola integralmente e così consentendone il pari uso degli altri condomini. Inoltre, tale installazione non cambia la sostanza e la forma del muro stesso. In quanto mera modifica della cosa comune, non deve essere oggetto di alcuna delibera assembleare, anche se dovrà rispettare il limite di non alterare la destinazione della cosa comune il muro perimetrale e di non impedire agli altri condomini di farne parimenti uso secondo il loro diritto. Inoltre, non dovrà risultare lesiva della sicurezza e della statica dell’edificio e del decoro architettonico dello stabile. In ogni caso, le ricordo che i condizionatori non devono essere fonte di immissioni acustiche o di calore al di sopra della normale tollerabilità né devono verificarsi sul muro del palazzo fuoriuscite di condensa prodotta dai motori. In caso volesse inserire la tubazione di scarico della condensa nello scarico pluviale dell’edificio dovrà ottenere la delibera favorevole dell’assemblea condominiale, in quanto tale attività è considerata innovazione che muta la destinazione del bene (scarico pluviale). Comunque è sempre consigliabile avvertire il condominio tramite l’amministratore delle proprie intenzioni, anche per una questione di buoni rapporti con gli altri condomini.

Comprare casa: quando gli intermediari hanno diritto alla provvigione

Cercando una casa da acquistare, mia moglie e io abbiamo visitato un immobile tramite un’agenzia immobiliare. Abbiamo formulato una proposta d’acquisto, ma l’offerta è stata rifiutata. Poi, in seguito ad alcuni dissapori con l’agenzia, abbiamo preso contatti diretti con il venditore e abbiamo concluso l’affare. Qualche giorno fa ci è stata recapitata una raccomandata con la quale uno studio legale ci chiede il pagamento della provvigione in rappresentanza dell’agenzia. Cosa dobbiamo fare?

Aldo e Giulia, Pesaro

Da quello che mi scrivete ritengo che la richiesta dell’agenzia di mediazione sia fondata. Infatti, il mediatore ha diritto di ottenere la provvigione ogniqualvolta l’affare immobiliare sia da considerarsi concluso con la costituzione di un vincolo giuridico tra le parti poste in relazione dal mediatore. La proposta irrevocabile di acquisto, qualora accettata dal venditore, è di per sé idonea a costituire questo vincolo. Perché sussista il diritto alla provvigione la conclusione dell’affare deve essere in rapporto causale con l’opera svolta dal mediatore, anche se quest’ultima si è risolta nella semplice attività di reperimento e nell’indicazione dell’altro contraente o nella segnalazione dell’affare. Non è quindi richiesto che tra l’attività del mediatore e la conclusione dell’affare sussista un nesso causaeffetto diretto ed esclusivo. È sufficiente che la “messa in relazione” delle parti costituisca l’antecedente indispensabile per pervenire, attraverso fasi e vicende successive, alla conclusione del contratto. In poche parole, la prestazione del mediatore può benissimo esaurirsi nel ritrovamento e nell’indicazione dei contraenti, indipendentemente dal suo intervento nelle varie fasi delle trattative. Per contrastare la pretesa del mediatore dovrete riuscire a dimostrare che, dopo una prima fase di trattative avviate con un suo intervento senza risultato positivo, siete poi arrivati a concludere per effetto di iniziative nuove, in nessun modo ricollegabili con le precedenti o a queste condizionate.