Papà non può fare il bello e il cattivo tempo

Vero n° 41 Trasferitosi lontano da casa, dopo la separazione non ha più visto il figlio. Ora, tornato a vivere in zona con una nuova compagna, pretende di incontrarlo senza tener conto delle esigenze del ragazzo

Mia nipote è divorziata da tanto tempo e ha un figlio dodicenne che per anni non ha visto il padre, che si era trasferito in un’altra regione e che, pur continuando a mandare i soldi, non ha più visto il bambino neppure per le vacanze estive o invernali, limitando i rapporti a qualche telefonata. Da qualche mese questo signore è tornato a vivere in zona insieme alla nuova compagna e insiste per vedere il figlio, che però non vuole. Il ragazzo è a disagio per la presenza della nuova partner. Mia nipote lo ha anche fatto presente al suo ex, suggerendogli momenti di incontro esclusivi padre-figlio, ma lui non ha neppure risposto. Mia nipote può tutelare il ragazzino in qualche modo?

(zia) Roberta, Ravenna

Le segnalo una sentenza di qualche anno fa relativa a un caso simile a quello che mi ha descritto. Un Tribunale ha condannato un papà a versare alla figlia adolescente 15.000 euro perché l’uomo, pur avendo l’affido condiviso della figlia con la ex moglie, di fatto aveva trascorso poco tempo con la bambina perché si era trasferito all’estero con la nuova compagna e non si era dato da fare per mantenere il legame con la piccola. Poi, una volta rientrato in Italia, aveva manifestato il desiderio di riavvicinarsi alla figlia non tenendo conto che la ragazzina non voleva incontrarlo sempre in presenza della nuova partner e che non voleva pernottare a casa di lei, dove lui si era stabilito. Il Tribunale, una volta accertato che il padre “è rimasto sordo alla silente ma chiarissima richiesta di attenzione e soprattutto di esclusività proveniente dalla figlia”, essendo incapace “di scindere il proprio ruolo genitoriale e gli inevitabili sacrifici che ne conseguono dalle proprie relazioni sentimentali”, ha deciso di sanzionare la condotta di questo genitore. La quantificazione è stata fatta in base alle condizioni economiche del padre e alla durata dell’inadempimento. La cifra è stata versata su un libretto di risparmio intestato alla figlia minore con vincolo giudiziale fino al compimento dei diciotto anni dell’interessata.

Cosa fare se il marito versa gli alimenti per i figli se e quando gli pare

Sono una madre separata con due figli piccoli, di 7 e 4 anni. Mio marito dovrebbe versarmi ogni mese 500 euro per entrambi i bambini. Però non lo fa sempre, non lo fa mai nello stesso giorno (nonostante il bonifico, secondo gli accordi presi, dovrebbe partire il 5 di ogni mese) e comunque si muove solo dopo le mie reiterate richieste che gli faccio pervenire via messaggio, via e-mail e anche di persona. Questo comporta per me notevoli problemi economici e notevole stress. Una mia amica dice che posso denunciarlo per come si comporta. Volevo sapere se è vero e che cosa mi consiglia di fare per il bene dei miei bimbi.

Angelica, Bari

Cara Angelica, se suo marito è un lavoratore dipendente, lei può anzitutto ottenere che il datore di lavoro versi direttamente a lei l’assegno di mantenimento, così da poter stare tranquilla ogni mese. Non versare il contributo mensile per due figli piccoli, infatti, integra il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare. Il giudice valuterà il costante inadempimento da parte del padre nell’effettuare il versamento e il motivo per cui egli non lo fa con continuità e puntualità. Le consiglio di farsi assistere da un professionista esperto, che possa valutare insieme a lei la cosa migliore da fare nell’interesse di tutta la famiglia per ora e per gli anni a venire.