Se il cane abbaia può “saltare” l’affitto

Vero n° 31

Giulia vive in un appartamento e per colpa di un nuovo vicino a quattro zampe non riesce più a dormire: l’animale fa rumore giorno e notte. È disturbo della quiete e si può recedere dal contratto

Gentile avvocato, vivo in un appartamento in affitto. Da qualche mese è venuta ad abitare vicino a me una famiglia con un cane che abbaia notte e giorno. Io non ne posso più, non riesco più a dormire e vorrei lasciare la casa, dato che il proprietario si disinteressa del problema. Posso andarmene anche se ho un contratto che scade nel 2020? Grazie mille.

Giulia, Padova

Fra le ragioni per le quali il conduttore può recedere anticipatamente dal contratto d’affitto si annovera anche il disturbo alla quiete domestica, che consiste in un qualsiasi rumore che superi la cosiddetta “normale tollerabilità”, come potrebbe essere il continuo abbaiare del cane del vicino, ininterrotto sia di giorno sia di notte. A stabilirlo è una recente sentenza della Cassazione, secondo cui costituiscono gravi motivi legittimanti il recesso del conduttore dal contratto di locazione le molestie arrecate da soggetti terzi, quali, nella specie, l’abbaiare di un cane che provoca un disturbo alla quiete e al riposo notturno, causando anche danni alla salute. Fatta questa premessa, gentile Giulia, lei può scegliere se agire direttamente nei confronti del soggetto disturbatore ossia il suo vicino con il cane rumoroso e fastidioso perché prenda provvedimenti oppure se recedere dal contratto di locazione per giusti e gravi motivi.

L’eterna lotta tra acquirente e venditore sulle spese condominiali non pagate

Buongiorno, sto per comprare la mia prima casa. Ho chiesto all’attuale proprietario di sapere a quanto ammontano le spese condominiali già deliberate, dato che so che potrei essere chiamato a risponderne anche io. In caso ci siano dei debiti arretrati, chi paga?

Roberto, Verona

Gentile Roberto, la sua prudenza nel voler conoscere lo stato delle spese condominiali, per cercare di evitare di trovarsi costretto a versare le spese che il vecchio proprietario abbia eventualmente lasciato in arretrato, è sicuramente opportuna. Infatti, chi subentra nei diritti di un condomino perché acquista l’appartamento di quest’ultimo risponde del pagamento dei contributi. Come? Solidalmente con questo. Significa che il condominio può scegliere indifferentemente se chiedere il versamento integrale del dovuto al vecchio proprietario o al nuovo. Questo obbligo, però, è limitato nel tempo e resta circoscritto ai contributi relativi all’anno in corso e a quelli relativi all’anno precedente (per anno deve intendersi quello di esercizio condominiale e non quello solare a volte non combaciano). Una precisazione: se a pagare è l’acquirente, egli può comunque richiedere al precedente proprietario il relativo rimborso. La legge, infatti, stabilisce una responsabilità solidale dell’acquirente e del venditore nei confronti del condominio, ma non è idonea di per sé a trasferire il debito nel rapporto tra le parti. In ogni caso, le consiglio di chiedere al venditore di trasmetterle copia dei verbali di assemblea degli ultimi due anni, nonché attestazione proveniente dall’amministratore del condominio rispetto alla situazione debitoria esistente. Soltanto in questo modo potrà acquistare l’appartamento in serenità.