Un voto per ogni appartamento di proprietà

Vero n° 29 Roberta è separata e vive nella casa familiare, metà sua e metà dell’ex. Vuole sapere se alle assemblee di condominio può votare da sola, anche senza l’altro proprietario. Decisamente sì!

Gentile avvocato, mio marito e io siamo separati da anni. La casa familiare, che è di tutti e due, è stata assegnata a me e ai nostri figli. Ora, nel condominio, vogliono aprire un Airbnb e io sono contraria, temendo un pericoloso viavai. Posso oppormi da sola in assemblea condominiale o deve esserci anche mio marito?

Roberta C., Pavia

La prima cosa che le consiglio di fare è contattare l’amministratore di condominio e vagliare con lui il regolamento. Se un’attività come Airbnb è espressamente vietata, il condomino che aveva intenzione di avviarla, dovrà astenersi. Se invece è consentita, lei potrà certamente esprimere il suo parere anche a prescindere da suo marito. Il voto per il vostro appartamento è unico e lo esprime chi è presente in assemblea.

Affido condiviso, responsabilità pure

Qualche giorno fa mio figlio di 12 anni sarebbe dovuto partire per l’Irlanda con la classe per una vacanza studio. Mi sono dimenticato di dirle che sono separato e che il bambino vive con la madre. Ebbene, dopo che abbiamo pagato ed espletato tutte le formalità, mio figlio non si è potuto imbarcare perché aveva il documento di identità scaduto. Mia moglie non se ne era accorta. Si immagini la delusione di mio figlio. Posso chiederle il risarcimento almeno della mia quota?

Pietro, Ascoli Piceno

Le faccio presente che, nel caso, come immagino, abbiate l’affido condiviso, entrambi voi genitori avreste dovuto controllare il documento del ragazzo, che lei può visionare anche se viene conservato presso l’abitazione materna. Non vedo pertanto alcuna possibilità di chiedere alla sua ex moglie un risarcimento del danno.

L’ex vive con un nuovo compagno

Se la casa coniugale, per cui stiamo ancora pagando un mutuo di 1.500 euro al mese, è stata assegnata alla mia ex moglie. I figli però vivono metà settimana con me e metà con la madre. Io continuo a dover pagare la mia metà del mutuo anche se non ci vivo, oltre a dover pagare l’affitto dell’appartamento in cui vivo, che mi costa molto perché devo avere la camera anche per i miei figli. La mia ex, inoltre, convive con un nuovo compagno. Posso chiedere un contributo per l’affitto al nuovo convivente?

Sergio P., Ravenna

I “conviventi” sono soggetti estranei ai rapporti economici tra i coniugi separati o divorziati che siano. Il fatto che sua moglie abbia iniziato una stabile convivenza nella casa familiare assegnatale in sede di separazione al fine di viverci stabilmente con i vostri figli le consente di chiedere che il tribunale sancisca che sua moglie ha perso il diritto al godimento della casa familiare secondo quanto previsto dall’art. 337 sexies del codice civile. A quel punto dovrete decidere il da farsi: uno di voi potrà rilevare la quota dell’altro, oppure potrete vendere a terzi e, estinto il residuo mutuo, dividervi il ricavato. Ovviamente a meno che lei non voglia chiedere il collocamento prevalente dei bambini presso di sé e l’assegnazione dell’abitazione familiare.

Lui vorrebbe imporle di lavorare

Ho due figli portatori di handicap, che ho sempre gestito io. Per questo non ho mai lavorato, se non nei primi due anni di matrimonio. Facevo la maestra in un nido privato. Adesso mio marito mi ha detto che vorrebbe separarsi e vorrebbe che io mi trovassi un lavoro al mattino, quando i ragazzi sono a scuola. Ma per me è impossibile. I miei figli dipendono totalmente da me. Al mattino faccio le pulizie, la spesa, tutto quello che poi con loro non posso fare perché non li posso lasciare da soli neanche per dieci minuti. Non parliamo poi del fatto che non lavoro da oltre tredici anni… Che cosa potrei trovare alla mia età e con il diploma di scuola magistrale? Davvero può costringermi a farlo?

Adele, Potenza

Suo marito potrà farle una proposta, ma non potrà obbligarla ad accettare. Se non troverete un accordo interverrà il tribunale, che valuterà se lei ha il diritto di ricevere quanto è necessario al suo sostentamento se non ha redditi propri e non può procurarseli. Certamente terrà nella debita considerazione il fatto che si deve occupare dei due figli e che non lavora da moltissimi anni, per una scelta effettuata da entrambi voi coniugi. Valuterà se ha altre fonti di reddito, per esempio potrebbe percepire un canone di locazione da un immobile di sua proprietà. L’entità del contributo di mantenimento verrà evenualmente determinata in relazione ai redditi di suo marito.