Cosa è bene sapere sulla nuda proprietà

Vero n° 19 Questo tipo di vendita concede diverse possibilità al nudo proprietario e all’usufruttuario. Entrambi, per esempio, possono vendere a terzi. Meglio però far inserire questa clausola nel contratto di vendita.

Buongiorno avvocato, mia moglie e io abbiamo una certa età e abbiamo deciso di vendere la nuda proprietà del nostro appartamento. Prima, però, volevamo un chiarimento. Nel caso in cui, dopo l’atto notarile, volessimo cedere il nostro usufrutto per sistemarci in un’altra abitazione, potremmo farlo? E dovremmo chiedere il permesso a chi ha acquistato la nuda proprietà? E nel caso volessimo addirittura vendere l’usufrutto, come dovremmo regolarci? La ringrazio anticipatamente della risposta.

Mario e Antonella, Rieti

Gentile Mario e gentile Antonella, se avete già in mente, dopo la vendi- ta della nuda proprietà, di trasferirvi altrove, affittando o vendendo a terze persone il vostro usufrutto, vi consiglio allora di pre- vedere già nel contratto di vendita della nuda proprietà questa clausola, fermo restando che il nudo proprietario, che sia il primo o il secondo o il terzo in ordine di tempo, entra in possesso del bene quando viene a mancare il primo usufruttuario. C’è anche la possibilità di redigere questa clausola in un secondo tempo, ovviamente sempre chiedendo l’assenso del nudo proprietario. Per completezza le preciso che anche chi ha acquistato la nuda proprietà ha la facoltà di trasferire la stessa a terzi in qualsiasi momento, beneficiando della rivalutazione dell’immobile.

L’infiltrazione rende gli ambienti invivibili

Egregio avvocato, le scrivo a proposito di una infiltrazione che è partita dall’appartamento sopra il mio e che è arrivata in camera di mio figlio e in bagno creando non solo macchie di umidità, ma anche un persistente e fastidiosissimo odore di muffa e stantio. Finché non verranno fatti i lavori noi cerchiamo di stare
il meno possibile negli ambienti interessati dalla perdita. Anzi, la situazione è talmente fastidiosa, che stiamo pensando di trasferirci per un po’ da mia sorella. Volevo sapere se ho diritto a un risarcimento visto che sono costretta a “limitare” l’uso della casa e, addirittura, a trasferirmi.

Francesca, Reggio Calabria

Gentile Francesca, com- prendo il tuo grande disagio. Però devo precisare che il danno da mancato utilizzo di un immobile in cui si sono verificate delle infiltrazioni non è sempre e comunque risarcibile. Il proprietario che ha subìto infiltrazioni in casa può chiedere il risarcimento di questo danno solo se prova che l’abbandono dell’immobile è stato reso necessario da oggettive malsane condizioni che lo rendono, di fatto, inabitabile. Per ottenere il risarcimento, quindi, dovrai provare che c’è la necessità effettiva di andare da un’altra parte in attesa della riparazione. In caso contrario, il fatto che tu vada da tua sorella, verrà considerato un abbandono volontario e, come tale, non risarcibile. Ti invito, quindi, a valutare con attenzione come comportarti, magari con il consiglio di un tecnico, che potrà “guidarti” in questa situazione.

Apparecchi autovelox sempre verificati

Qualche giorno fa mi è stata notificata una multa per eccesso di velocità che ho preso passando davanti a un autovelox nel paese vicino al mio. Tra l’altro ho fatto anche passare i cinque giorni utili per pagare in misura ridotta. Volevo sapere se in qualche modo posso oppormi e impugnare la sanzione per contestarla e non pagarla.

Romeo, Trani

La giurisprudenza ritiene che la multa vada annul- lata se il Comune non può provare che l’autovelox fosse perfettamente funzionante poco prima dell’accertamento. Per la Corte Costituzionale, infatti, è necessario sottoporre tutti i dispositivi di rilevamento elettronico della velocità a verifiche periodiche che ri- guardino sia la taratura sia la conformità. Il certificato di conformità, peraltro, deve provenire da un ente terzo e non dalla casa produttrice. Anche la Cassazione, adeguandosi alle direttive della Corte Costituzionale, ha stabilito che tutte le apparecchiature impiegate nell’accertamento delle violazioni dei limi- ti di velocità debbano essere sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura. Tali verifiche non possono essere sostituite con altri mezzi, tipo “le certificazioni di omologazione e conformità”. Se il Comune non produce in giudizio questa certificazione, risulta illegittimo sia il verbale sia il conseguente eventuale stop della patente stabilito dal prefetto.