Il metodo di lavoro

Il diritto collaborativo

Il diritto collaborativo è un metodo alternativo (al procedimento contenzioso) di regolamentare i conflitti di coppia e familiari; prevede che le due parti e i rispettivi avvocati si impegnino insieme a ricercare una soluzione efficace ed equa per tutte le problematiche personali ed economiche connesse alla crisi di coppia, alla separazione, al divorzio.
Il ruolo dell’avvocato che utilizza il metodo collaborativo è di fornire al cliente consulenza e assistenza nella ricerca di tale soluzione, avvalendosi della negoziazione e di un approccio consensuale.
Entrambi gli avvocati che assistono le due parti devono avere ricevuto una specifica formazione in diritto collaborativo, attestata a seguito della partecipazione a corsi di formazione dedicati.

Questo metodo di lavoro vincola gli avvocati ad un serio impegno al fine di raggiungere un accordo equo e soddisfacente. Se il percorso non riesce a produrre un accordo e le parti decidono di adire l’autorità giudiziaria per dirimere il conflitto, i due avvocati devono rinunciare all’incarico.
Il processo collaborativo si svolge secondo precise fasi. La prima è quella dell’incontro con il cliente, durante la quale si sceglie se seguire la procedura collaborativa, la procedura tradizionale o la mediazione familiare.
Nelle fasi successive le parti, unitamente ai loro rispettivi avvocati, stabiliscono un calendario degli incontri a quattro.

Rispetto alla mediazione familiare, in cui i coniugi non sono accompagnati dai loro avvocati agli incontri, nel processo collaborativo i coniugi hanno costantemente l’assistenza dei propri legali.

L’avv. Cozzi è membro dell’Associazione Italiana Avvocati di Diritto Collaborativo (AIADC).

La mediazione

La mediazione civile ha lo scopo di far addivenire le parti ad una conciliazione attraverso l'opera di un mediatore, vale a dire un soggetto professionale, qualificato e terzo che aiuti le parti in conflitto a comporre una controversia.
Il mediatore assiste le parti nella ricerca di una composizione non giudiziale del problema senza attribuire ragioni e torti.
Il Decreto Legislativo n. 28 del 4 marzo 2010 ha reso obbligatoria la mediazione civile per alcune materie: sinistri stradali, condominio, locazione, successione ereditaria...

In questo tipo di mediazione è consigliabile l'assistenza tecnica di un avvocato, che segue il cliente in tutto il percorso.

L'avvocato informa il proprio cliente della possibilità di risolvere il conflitto tramite un tentativo di mediazione, descrivendo il procedimento e gli eventuali vantaggi della mediazione nel caso in esame.
L'avvocato suggerisce al cliente di ipotizzare il più ampio numero di soluzioni possibili del conflitto valutando quale possa essere una soluzione accettabile per il cliente, quale quella ottimale e quale quella assolutamente inaccettabile. L'avvocato prospetta al cliente eventuali scenari e conseguenze nel caso in cui la conciliazione non avesse esito positivo.

Durante l'incontro di conciliazione l'avvocato siede accanto al proprio cliente, assistendolo nella trattativa e vigilando sul rispetto delle norme del regolamento di mediazione. L'avvocato ha la facoltà di richiedere un incontro riservato con il proprio cliente in qualsiasi momento. L'avvocato collabora attivamente e positivamente con il collega dell'altra parte e con il mediatore nella ricerca di una soluzione ottimale per il proprio cliente che possa soddisfare anche gli interessi dell'altra parte.

Nel caso di raggiungimento di un accordo, l'avvocato partecipa alla stesura del testo dell'accordo di mediazione insieme al collega di controparte, verificando che il contenuto dell'accordo corrisponda a quanto concordato dalle parti oralmente e che i diritti e gli obblighi previsti dall'accordo siano stati ben compresi dal proprio cliente.

L'avvocato, infine, garantisce che l'accordo abbia i requisiti di validità ed efficacia previsti dalla legge.

L'avv. Ciriello da oltre dieci anni adotta con successo il metodo della mediazione.