Diritto: disturbi specifici dell’apprendimento e sostegno a scuola

Mamme acrobate
Avv. Camilla Cozzi

Buongiorno avvocato,

ho un figlio dislessico che a settembre andrà in terza elementare. Vorrei capire meglio quali aiuti o sostegni sono previsti per situazioni come la nostra.

Grazie Serena

I disturbi specifici dell’apprendimento (DSA)  sono disturbi  che interessano alcune abilità scolastiche specifiche.

In base all’area che vanno ad interessare i Disturbi Specifici dell’Apprendimento assumono nomi diversi; la dislessia e la disortografia riguardano le abilità di lettura; la disgrafia riguarda l’apprendimento della scrittura intesa come abilità grafomotoria; la discalculia riguarda l’abilità del calcolo.

Tali disturbi comportano la non autosufficienza durante il percorso scolastico. I DSA posso causare insuccesso scolastico, demotivazione all’apprendimento, difficoltà comportamentali e relazionali con insegnanti e compagni, ansia e depressione, e possono suscitare il rifiuto di andare a scuola sino ad arrivare a determinare abbandono e dispersione scolastica.

Solo nel 2010 nel nostro ordinamento tali disturbi hanno trovato una precisa regolamentazione e le famiglie finalmente possono godere di concreti aiuti per i figli che presentano tali disturbi.

In particolare, la legge n. 170 del 2010  (art. 5) e il relativo decreto attuativo prevedono che i bambini e i ragazzi affetti da DSA abbiano il diritto di utilizzare strumenti didattici e tecnologici di tipo compensativo (sintesi vocale, registratore, programmi di video-scrittura e con correttore ortografico, calcolatrice) e il diritto di vedersi applicate misure dispensative (maggior tempo per svolgere una prova, contenuti ridotti, possibilità di non svolgere alcune prestazioni). Tali provvedimenti devono poter essere utilizzati anche nei momenti di valutazione, compresi gli Esami di Stato.
Dopo la diagnosi del disturbo che deve essere effettuata dalle UONPIA delle strutture pubbliche o private accreditate, il percorso è differenziato a seconda dell’età del soggetto affetto da DSA e del grado di gravità. Il professionista deve comunicare la diagnosi in maniera chiara e precisa specificando anche gli aspetti psicologici secondari (demotivazione, bassa autostima) e redigere un referto scritto indicando la possibilità dell’utilizzo di strumenti compensativi e dispensativi (art. 3 Legge 170/2010). La famiglia deve provvedere a consegnare alla scuola la suddetta diagnosi facendola protocollare.

In tal modo la scuola potrà predisporre entro il primo trimestre scolastico il cosiddetto Piano didattico personalizzato, contenente le attività di recupero individualizzate, le modalità didattiche personalizzate nonché gli strumenti compensativi e le misure dispensative predisposte per l’alunno.

La famiglia dovrà sempre poter condividere le linee elaborate nella documentazione dei percorsi didattici individualizzati  e sarà chiamata a formalizzare con la scuola un patto educativo/formativo che preveda l’autorizzazione a tutti i docenti del Consiglio di classe, sempre nel rispetto della riservatezza del caso, di applicare ogni strumento compensativo e le strategie dispensative ritenute idonee. In ogni scuola l’insegnante referente per i DSA svolge un ruolo importante di raccordo tra insegnanti e famiglia, nonché un ruolo di continuità riguardo all’aggiornamento professionale degli altri insegnanti. Per gli alunni con DSA non sono previsti insegnanti di sostegno perché tali disturbi non sono un handicap.