Figli, l’avvocato ad Affari: “Ora si pensi alla questione dell’eredità e della successione. E si istituisca il Tribunale della Famiglia”

Affari italiani
Avv. Camilla Cozzi

“Questa legge è un segno di grande civiltà giuridica. La aspettavamo almeno dal 1975, quando c’era stata, ma non era stata colta, la possibilità di inserire l’equiparazione nella riforma del diritto di famiglia. Nel corso degli anni le diverse sentenze dei giudici avevano cercato di correre ai ripari, ma mancava un intervento deciso del legislatore”.

Così Camilla Cozzi (Studio Legale Associato Ciriello-Cozzi), esperta di diritto della famiglia, commenta con Affaritaliani.it il via libera della Camera al ddl che eguaglia i diritti dei figli naturali a quelli dei legittimi, ovvero nati all’interno del matrimonio. “Era un retaggio del passato ormai obsoleto. Si era tolta la dicitura ‘figli legittimi e illegittimi’, ma comunque rimaneva una distinzione linguistica che nell’immaginario comune aveva un’accezione negativa”.

E’ stata anche affrontata la delicata questione dei figli nati da incesto.
“Una situazione particolare. Ora più di prima i giudici valuteranno con attenzione l’opportunità di far riconoscere i figli”.

Ci sono mancanze o aspetti della legge controversi?
“Mi sarebbe piaciuto vedere un intervento anche in campo di eredità e successione, questione che invece è stata demandata al governo che se ne occuperà con un decreto. Questa legge ha voluto sancire soprattutto un principio, che afferma l’uguaglianza dei figli oltre ogni dubbio. Ora tutti hanno gli stessi diritti, gli stessi doveri e soprattutto le stesse relazioni. E non parliamo solo del genitore, ma anche di fratelli, nonni e zii”.

Qual è l’intervento più urgente a questo punto in campo di diritto di famiglia?
“Bisogna rivedere le competenze tra tribunale ordinario e tribunale dei minori. Al momento le coppie sposate fanno riferimento al primo per decidere tempi e modi della separazione, dell’affido e del mantenimento dei figli. Le coppie di fatto, invece, si possono separare anche senza rivolgersi a un tribunale. Se hanno figli e vogliono un intervento legislativo, devono rivolgersi al tribunale dei minori. Credo che ci voglia un interlocutore unico. Un tribunale della famiglia sarebbe l’ideale, ma anche una sezione specifica all’interno di ogni tribunale potrebbe essere una soluzione, come già oggi avviene nella nona sezione del tribunale di Milano. E servono giudici e avvocati specializzati”.

LA SCHEDA –  La legge sui figli naturali e’ composta da 6 articoli e modifica il codice civile con l’obiettivo di eliminare le distinzioni tra status di figlio legittimo e status di figlio naturale. Ecco in sintesi le norme:

– parentela: il vincolo sussiste tra le persone che discendono da un medesimo stipite, indipendentemente dal carattere legittimo o naturale della filiazione, in modo da consentire la creazione di rapporti di parentela tra il figlio naturale e la famiglia del genitore. Il riconoscimento non si limita a produrre effetti per il genitore che l’ha effettuato, ma estende la propria efficacia anche sui parenti del genitore stesso.

– Anche se gia’ sposati si puo’ riconoscere figlio naturale: L’articolo 250 del codice civile viene modificato permettendo al figlio nato fuori dal matrimonio di essere riconosciuto dalla madre e dal padre, anche se gia’ uniti in matrimonio con un’altra persona all’epoca del concepimento.  Il riconoscimento puo’ avvenire sia
congiuntamente che separatamente.

Eta’ – Si abbassa da 16 a 14 anni l’eta’ a partire dalla quale il riconoscimento del figlio naturale non produce effetto senza il suo assenso e l’eta’ al di sotto della quale il riconoscimento non puo’ avere effetto senza il consenso dell’altro genitore che abbia gia’ effettuato il riconoscimento. Si introduce una piu’ compiuta disciplina processuale per i casi di rifiuto del consenso al riconoscimento da parte del genitore e si tempera il divieto di riconoscimento da parte dei genitori con meno di sedici anni di eta’ con la possibilita’ che il giudice li autorizzi, valutate le circostanze e avuto riguardo all’interesse del figlio.

– Figli nati da incesto: Ad oggi non era consentito il riconoscimento dei figli incestuosi, salvo il caso della inconsapevolezza dei genitori del legame esistente. Il riconoscimento e’ autorizzato dal giudice avuto riguardo all’interesse del figlio e alla necessita’ di evitare allo stesso qualsiasi pregiudizio. Il nuovo articolo 251 prevede invece la possibilita’ del riconoscimento dei figli incestuosi, previa autorizzazione del giudice, avuto riguardo all’interesse del figlio.

– Legittimazione passiva alla domanda di dichiarazione giudiziale di paternità naturale: il figlio naturale puo’ proporre l’azione nei confronti di un curatore nominato dal giudice davanti cui il giudizio deve essere promosso. Il ddl prevede la sostituzione delle parole “figli legittimi” e “figli naturali”, ovunque ricorrano nel codice civile, con la parola “figli”.

– Diritti e doveri dei figli Si stabilisce anche il diritto del figlio ad essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacita’, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni; diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti; di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano, se ha compiuto i 12 anni o anche in eta’ inferiore, se capace di discernimento. Si esclude per i figli l’obbligo di prestare gli alimenti nei confronti del genitore decaduto dalla potesta’ e permette loro di escluderlo, salvo eccezioni, dalla successione.

– Delega al Governo per la modifica delle disposizioni in materia di filiazione: Il termine di esercizio della delega e’ stabilito in 12 mesi dall’entrata in vigore dalla legge.